Ha violato le leggi sul commercio, 800 franchi di multa per un ostaggio svizzero

Max Göldi, uno degli uomini d'affari svizzeri trattenuti in Libia dall'estate del 2008 è stato condannato oggi a una multa di mille dinari libici
TRIPOLI - Max Göldi, uno dei due uomini d'affari svizzeri trattenuti in Libia dall'estate 2008, è stato condannato oggi a una multa di mille dinari, circa 800 franchi, per violazione della legislazione locale sul commercio. Lo ha annunciato l'avvocato libico dei due ostaggi Salah Zahaf.
Un tribunale di Tripoli si pronuncerà domani anche sul caso del connazionale Rachid Hamdani, accusato degli stessi reati. Lo scorso 31 gennaio, Hamdani è stato assolto in appello dall'accusa di "soggiorno illegale". Per Göldi la sentenza per questo reato era prevista per il 4 febbraio, ma è stata rimandata di una settimana, per motivi imprecisa800 frsti.
Il 55enne ingegnere bernese Göldi, che dirigeva la filiale libica di ABB, e il 70enne Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) e sposato con una ticinese, sono trattenuti in Libia dal 19 luglio 2008. L'azione contro di loro è stata ritenuta in Svizzera un atto di ritorsione, dopo che uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, era stato arrestato con la moglie Alina il 15 luglio in un albergo di Ginevra e trattenuto in guardina per due notti. La coppia era stata denunciata da due domestici maghrebini per maltrattamenti.
Entrambi gli ostaggi risiedono all'ambasciata svizzera. Il 12 novembre Tripoli aveva annunciato un processo contro di loro per "evasione fiscale, infrazione al codice del commercio e violazione della legge sull'immigrazione": sarebbero giunti in Libia con visti turistici ma avrebbero svolto attività commerciali sottoposte a tasse.
Il 30 novembre i due svizzeri sono stati condannati a 16 mesi di carcere e a una multa di 2'000 dinari (circa 1'600 franchi) per violazione delle norme sui visti ("soggiorno illegale"). Al primo processo ne è seguito un secondo processo per "attività economiche illegali". Le udienze d'appello per il primo e di prima istanza per il secondo sono più volte rimandate per l'assenza degli imputati, che hanno esitato a presentarsi nel timore di un nuovo arresto, dopo quello avvenuto il 18 settembre: i due svizzeri erano stati convocati per un controllo medico e trattenuti fino al 9 novembre in un luogo segreto, nel timore - secondo Tripoli - di un'azione svizzera per liberarli.
ATS
Foto d'apertura: Keystone / Amnesty International




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