Caso Gheddafi: termine scaduto con un nulla di fatto

BERNA - Il termine previsto dall'accordo tra Svizzera e Libia per la normalizzazione dei rapporti bilaterali è scaduto oggi con un nulla di fatto. Le prospettive diplomatiche sono incerte: si va dall'interruzione delle relazioni alle misure di ritorsione. Ma non tutti concordano sul significato della scadenza.
Una delegazione elvetica è rientrata ieri sera da Tripoli senza i due cittadini rossocrociati trattenuti nel paese nord-africano: il loro rientro è una condizione imprescindibile posta dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz per la normalizzazione delle relazioni bilaterali.
"Nelle ultime settimane qualcosa si è comunque mosso", ha dichiarato stamane ai microfoni di radio DRS Gery Müller, il presidente della commissione di politica estera del Consiglio nazionale. Ora si tratta di analizzare la situazione, di sapere cosa ha raggiunto l'apposita task-force e di elaborare un piano coscienzioso, ha aggiunto. Secondo Müller, sarebbe quindi controproducente interrompere le relazioni diplomatiche.
Non tutti sono peraltro d'accordo sul fatto che il termine per la normalizzazione sia veramente scaduto oggi: secondo Helen Keller, professoressa di diritto internazionale all'Università di Zurigo, i 60 giorni previsti dall'accordo firmato il 20 agosto a Tripoli da Merz si possono interpretare anche in modo diverso: riguardano infatti la procedura arbitrale, ha osservato la membra elvetica del Comitato dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite. Anche a suo avviso sarebbe pertanto problematico interrompere le relazioni bilaterali, tanto più che l'unico mediatore in vista sono gli Stati Uniti.




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