Una "ricetta" per creare buchi neri in laboratorio

Sono così minuscoli da essere invisibili, i buchi neri che un gruppo di fisici dell'università olandese di Dartmouth intende riprodurre in laboratorio. Descrivono il metodo per farlo sulla rivista "Physical Review Letters" e sono convinti che riprodurre in miniatura questi giganteschi oggetti cosmici permetterà di verificare le teorie sulla loro attività.
Non è la prima volta che si tenta di riprodurre i buchi neri in laboratorio e lo si è fatto in almeno tre modi diversi, ma nessuno si è dimostrato particolarmente efficiente. Il gruppo olandese è invece fiducioso di avere messo a punto un sistema in grado di verificare la teoria proposta 35 anni fa dall'astrofisico Stephen Hawking, secondo la quale i buchi neri non sono completamente privi di attività ed emettono particelle di luce (fotoni), nella cosiddetta radiazione di Hawking.
"Poiché non possiamo registrare queste misure direttamente dai buchi neri, abbiamo bisogno di un metodo per ricreare questi fenomeni in laboratorio", osserva uno degli autori della ricerca, Paul Nation. Quello che i ricercatori hanno costruito é un campo magnetico attraversato da impulsi di microonde e corredato da dispositivi superconduttori a interferenza quantistica (Squid): il risultato è, su scala piccolissima, un effetto simile a quello di un buco nero in rotazione. In questo modo, ha detto un altro autore della ricerca, Miles Blencowe, "possiamo modulare la forza del campo magnetico in modo che gli Squid possano essere utilizzati come spie esplorare l'eventuale radiazione emessa dal buco nero, secondo le previsioni di Hawking".
Ats
Foto Keystone / AP NASA





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