Forse un errore medico, il processo si avvicina

LUGANO - Uscito dalla sala operatoria, dopo quella che doveva essere una semplice operazione di routine, l'uomo invece continuava a stare male. Eppure è stato dimesso dall'ospedale e in seguito è morto.
Un presunto errore medico questo - come riferisce la Regione Ticino -, emerso dalla sentenza del Tribuale federale pubblicata ieri, o forse sarebbe il caso di dire, una violazione dell’arte medica per imprevidenza colpevole costata al dottore all’epoca attivo alla Clinica luganese una pena pecuniaria di 60 aliquote per un totale di 45mila franchi, sospesa per un periodo di prova di due anni, una multa di novemila, una tassa di giustizia di mille e 28mila franchi di spese giudiziarie.
Secondo il procuratore pubblico, il medico avrebbe sottovalutato i sintomi del paziente, senza procedere ai necessari controlli per escludere la presenza di un’occlusione intestinale. E proprio questa occlusione, insieme ad altre cause, avrebbe provocato un arresto cardiocircolatorio.
Due i ricorsi presentati conto il decreto.
Il referto è giunto il 15 dicembre dell’anno scorso e nessuno ha avuto da obiettare. Fino a quando il procuratore è venuto a sapere che l’ultimo perito era stato in passato patrocinato da Mario Molo, legale dell’accusato in questo procedimento, e che lo stesso perito è parente dell’avvocato che aveva difeso l’esperto in un precedente procedimento.
Il procuratore ha così informato il giudice inoltrando un’istanza di ricusa, cosa che hanno fatto anche gli accusatori privati. E la Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello nel marzo scorso l’ha accolta estromettendo dagli atti l’ultima perizia. E l’accusato ha presentato un ricorso al Tribunale federale chiedendo l’annullamento della sentenza impugnata.
Il ricorrente, peraltro, non contesta il fatto che il perito stesso fosse indagato dal Ministero pubblico nel periodo in cui l’inchiesta a carico del medico imputato era già pendente, perché conosceva l’imputato solo di nome.
La Corte cantonale, sebbene la relazione tra il perito e il legale riferita peraltro a un unico patrocinio fosse ormai conclusa e lontana nel tempo, ha ritenuto che nelle circostanze concrete è sufficiente a fondare l’apparenza di parzialità.
Il processo in Pretura penale sarà celebrato quando giungerà sul tavolo del giudice l’esito dell’ultima perizia ordinata.




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