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Ricerca scientifica e ricerca di un presidente PLR: le due grandi sfide del Lele

Da Berna un grande onore per Gendotti. Da Camorino, invece, un grande onere
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Ricerca scientifica e ricerca di un presidente PLR: le due grandi sfide del Lele
Da Berna un grande onore per Gendotti. Da Camorino, invece, un grande onere
FAIDO – Si era ritirato dalla politica attiva dopo una lunga meditazione in montagna. Ed erano in molti a pensare che proprio quello della montagna sarebbe stato il suo nuovo scenario di vita. Invece no, Gabriele Gendotti, appena uscito...

FAIDO – Si era ritirato dalla politica attiva dopo una lunga meditazione in montagna. Ed erano in molti a pensare che proprio quello della montagna sarebbe stato il suo nuovo scenario di vita. Invece no, Gabriele Gendotti, appena uscito dal Consiglio di Stato ha cominciato a cumulare le cariche. E che cariche.

Dopo essere entrato nel consiglio regionale della Corsi, al posto di Giorgio Giudici, dopo l’approdo ai vertici del PLR - dove riveste il ruolo di vice-presidente trainante, in mancanza di un presidente “vero” - il Lele cantonale è arrivato addirittura alla presidenza del Consiglio di fondazione del Fondo nazionale svizzero per la ricerca, un organismo che muove ben 700 milioni di franchi in ambito accademico. Gendotti faceva parte del Consiglio già dal 2003, ma i raggiunti limiti d’età dell’ormai ex presidente, Hans Ulrich Stöckling, gli hanno consentito di accedere alla carica più alta, con un mandato valido fino al 2015. Non era mai succeso che un ticinese sedesse ai vertici della più importante istituzione svizzera a favore della ricerca.

Certo, l’ex consigliere di Stato ha dalla sua anni di attività nel mondo della formazione, ma la nomina alla guida della ricerca svizzera non può non sorprendere. Signor Gendotti, come mai nel dopo politica ha deciso di indirizzarsi verso la ricerca?
"Già da anni faccio parte del Consiglio di fondazione del Fondo nazionale. Poi nell'ambito della mia funzione di consigliere di Stato ho avuto modo di conoscere bene questo settore della formazione accademica e della ricerca. Inoltre sono stato per 11 anni nella conferenza universitaria svizzera, ho fatto parte della conferenza delle scuole universitarie professionali e sono anche stato presidente di due commissioni importanti sui finanziamenti delle scuole. È un settore che mi interessa particolarmente, un settore fondamentale per la crescita di un paese moderno come la Svizzera.”

Come prevede di gestire il Fondo nazionale? Quali cambiamenti intende apportare?
"Non sono necessari grandi cambiamenti anche perché, come dimostrano le ultime classifiche, la Svizzera è posizionata molto bene a livello di competitività nel campo della ricerca. Il ruolo del consiglio che presiedo è soprattutto quello di dare degli indirizzi strategici e poi di assicurare il finanziamento di tutte le attività che ruotano attorno alla ricerca. Da un lato ci sono tutti questi progetti selezionati con grande rigore che ricevono i finanziamenti, ma ci sono anche altre attività, come l'organizzazione di convegni o il finanziamento di professori e ricercatori o ancora il lancio di programmi nazionali di ricerca che si occupano di problemi di stretta attualità. Quindi le attività sono abbastanza variegate. Poi, come sempre, uno dei noccioli è quello di avere le finanze per poter far fronte alle sempre maggiori richieste, dovute al maggior impegno delle università nell'ambito della ricerca e all'aumento degli universitari."

Il budget attuale, di circa 700 milioni di franchi, è sufficiente?
"Il budget attuale è quello, ma per i prossimi anni deve essere ancora definito. È in discussione il messaggio del Consiglio federale per il periodo 2013-2016. Il fondo nazionale non è ancora del tutto soddisfatto: sarebbe opportuno adeguare questi contributi al maggior numero di richieste e al maggior numero di studenti.”

Il fondo sovvenziona anche la ricerca dei privati?
"No, vengono finanziati anche progetti dove magari sono coinvolti dei privati, ma di per sé sono quasi sempre ricercatori che lavorano nell'ambito delle università. Tra coloro che ricevono dei contributi vi sono anche gli istituti di ricerca del canton Ticino."

Appunto, in Ticino a che punto è la ricerca?
"Il Ticino negli ultimi anni ha continuato ad aumentare il volume di contributi ricevuti per la ricerca, grazie alla presenza di Usi e Supsi e di altri istituti di ricerca prestigiosi."

Quindi si può dire che la ricerca in Ticino ha fatto grandi progressi?
"In Ticino fino a 20 anni fa si può dire che la ricerca non esisteva. C'erano istituti minori che comunque hanno fatto un buon lavoro, ma dopo la creazione di Usi e Supsi c'è stata un'impennata vera e propria."

C'è ancora un potenziale di crescita?
"Certo, dipenderà dai progetti. I contributi non sono suddivisi tra i cantoni, ma tra i ricercatori che presentano dei validi progetti. Gli spazi di aumento dipendono dalla qualità dei progetti presentati."

Lei cercherà di dirottare un po' più fondi in Ticino?
"Questo non dipende da me. I fondi vengono versati solo sulla scorta della validità e della qualità del progetto."

In ogni caso è un buon segnale il fatto che sia stato scelto un ticinese.
"Il fatto che abbiano riconosciuto le aspettative della Svizzera italiana, per una volta, credo sia un buon segnale che va preso con la necessaria soddisfazione."

Da una ricerca all’altra. Quella di un presidente per il partito liberale radicale come sta andando?
“Prosegue, rispetteremo i tempi che ci siamo dati."

Come si sente nel suo ruolo di vicepresidente trainante?
"Stiamo lavorando piuttosto bene. Stiamo cercando di riorganizzarci all'interno, di migliorare la comunicazione. Credo che il primo effetto è che adesso si sia calmato un po' tutto all'interno del partito e sembra che ci sia condivisione di un certo tipo di fare politica."

Chi è adesso l'uomo forte del partito?
"Questo non lo deve chiedere a me."

Allora mettiamola così: quando ci saranno le Comunali, chi ci metterà la faccia?
"Alle Comunali il partito cantonale può dare il suo sostegno, ma il successo o l'insuccesso dipende dal lavoro delle sezioni, dei presidenti sezionali e dei municipali uscenti. Non c'è una grande influenza da parte del partito cantonale."

Quindi anche se doveste perdere qualche sindaco non sarà dipeso da lei...
"Di sicuro perderemo qualche sindaco, ma questo non dipende dalla politica cantonale. Ci sono sezioni che lavorano bene e quindi confermeranno i loro municipali, mentre in altri comuni si raccoglierà quello che si è seminato."

Alcuni vostri sindaci, a partire da Giudici, sono in carica da decenni. Come vedrebbe l'introduzione di un limite di legislature?
"C'è già, abbiamo anche noi un limite di 16 anni. Poi c'è la possibilità di chiedere delle deroghe e in quel caso la competenza è delle varie sezioni. Per le Cantonali e per le Federali, fatta eccezione per Fulvio Pelli che era presidente nazionale, questo limite di 16 anni è stato rispettato da tutti. Per i Comuni è un po' diverso, probabilmente molte sezioni saranno disposte a concedere una deroga."

Lei ha lasciato ben prima del termine di 16 anni. Ha nostalgia del Consiglio di Stato o è soddisfatto della sua scelta?
"No, io sono contento della mia scelta."

Come valuta l'operato del Governo in questi primi mesi senza di lei?
"Non sta a me giudicare. Ho preso atto che hanno presentato queste linee direttive, sulle quali il Governo sembra abbastanza compatto e convinto. Mi sono piaciute meno le reazioni dei partiti perché non mi sembra che tutti siano disposti a sostenere questa scelta. Quindi si dovrà vedere nei prossimi mesi cosa succede, soprattutto a riguardo delle iniziative popolari pendenti. O si è d'accordo o no, ma lo si dica chiaramente. Credo che sia opportuno adesso capire dove si posizionano i partiti, perché in ballo ci sono 200 milioni e l'ultima cosa che possiamo permetterci è lasciare il Governo sulla graticola, senza sapere se questi milioni ci saranno o meno."

Sembra parlare con passione per la cosa pubblica. Quando tornerà a occupare una carica politica?
"Questo del Fondo nazionale non è un impegno a tempo pieno, quindi sicuramente mi resta il tempo per fare altre cose. Però purtroppo di questi tempi sono già straoccupato e mi ritrovo con dei ritmi che non sono molto diversi da quelli precedenti."

Quindi al momento esclude un ritorno?
"Certo, ho già dato."

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