La Svizzera salverà l'Euro?

Circolano sempre più insistenti le voci di una partecipazione della Svizzera al fondo salva stati. Leutenegger (PS): "Dobbiamo mantenere stabile il mercato finanziario", Kaufmann (UDC): "Non è nostro compito salvare gli stati in rovina"
BERNA - La Svizzera chiamata a salvare l'Euro? Dopo l'accordo di fine ottobre scaturito dal summit franco-tedesco-europeo, tra i parlamentari elvetici si comincia a discutere di un possibile coinvolgimento della Svizzera al piano di salvataggio dell'euro. Il piano prevede che i paesi poco indebitati finanzino il piano di salvataggio attraverso fondi di stato. Il Giappone ha già messo a disposizione 2,7 miliardi di euro, mentre la Russia ha già promesso 10 miliardi di dollari.
Nei corridoi del dipartimento federale delle finanze cominciano già a circolare le voci di una partecipazione svizzera. Lo scrive oggi il Tages-Anzeiger. Svizzera che avrebbe tutto l'interesse a stabilizzare l'eurozona. Per ora di una richiesta ufficiale a Berna non è ancora stata presentata. L'unica certezza è il coinvolgimento del fondo monetario internazionale. A tal proposito a Cannes si discute, ma ancora a livello tecnico, sull'istituzione di una rete di sicurezza del Fmi - riservata ai paesi a rischio attacco speculativo - da 1000 miliardi di dollari, aggiuntiva a quella del fondo europeo Efsf.
Il quotidiano zurighese ricorda della decisione presa in marzo dal parlamento svizzero di aumentare la quota del volume di credito elargito al FMI, passata da 2,2 a 16 miliardi. Una cifra che, per salvare l'eurozona, forse, non potrebbe bastare. Le questioni aperte e gli interrogativi sono tanti, forse troppi. Ma i segnali che qualcosa si sta muovendo arrivano anche dalla Germania. Il governo tedesco, stando a voci che trapelano da Berlino, auspicherebbe una partecipazione della svizzera al piano di salvataggio.
Micheline Calmy-Rey mercoledì prossimo incontrerà a Zurigo il presidente del Consiglio permanente europeo Herman Van Rompuy. I due discuteranno della situazione dei rapporti bilaterali tra il nostro paese e l'Europa e della crisi dell'euro. E non è detto che arriverà in quel giorno la richiesta ufficiale da parte europea.
Susanne Leutenegger-Oberholzer, consigliere nazioanle del Partito Socialista, è convinta che non sarà direttamente l'Unione Europea a bussare alle porte della Svizzera, bensì il FMI. "Se lo chiede il Fondo Monetario Internazionale, la Svizzera potrebbe partecipare al fondo di salvataggio" ha detto Leutenegger aggiungendo che "in definitiva è importante per noi un mercato finanziario stabile".
Da parte democentrista è Hans Kaufmann a dire la sua: "Non è scritto da nessuna parte che siamo noi a dover salvare gli stati in rovina". L'esperto bancario è dell'idea che "il salvataggio di Grecia o del Portogallo non rientra nell'interesse della Svizzera". I due paesi dell'Europa meridionale, contrariamente a Germania e Francia non rappresentano, per la Svizzera, partner economici importanti. E sono proprio Germania e Francia a soffrire di più di questa situazione. La soluzione? Per Kaufmann è l'uscita di Grecia e Portogallo dall'eurozona. Secondo l'esperto bancario con una propria valuta i due paesi avrebbero più possibilità di risolvere il loro problema di debito.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!