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Notizia del 23/02/2012 - 09:03
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CALCIO
Martin Andermatt: "Non cerchiamo scuse, cerchiamo soluzioni"

In attesa del debutto, l’allenatore del Bellinzona è soddisfatto del lavoro svolto. Su Yakin: "Quando saremo più freschi davanti alla porta, il lavoro di Hakan sarà un grande vantaggio per noi"

di Giorgio Genetelli

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Tipress/Carlo Reguzzi

Rimandato il debutto in campionato, il Bellinzona ha scaldato il motore mercoledì affrontando il Kriens in amichevole. Un test che è servito soprattutto per mettere un po’ di competizione nelle gambe in vista della partita di domenica contro lo Stade Nyonnais. La vittoria per 2-1, con i gol firmati dal giovane argentino Vuletich e da Ciarrocchi, è stata il frutto di un secondo tempo abbastanza ben giocato.

Quali le sensazioni ricavate? Lo abbiamo chiesto all’allenatore granata Martin Andermatt.
“Era importante giocare con ritmo e intensità contro un avversario all’altezza. Anche stamattina ci siamo allenati a ritmo-partita, senza pensare alla gara del pomeriggio. Sono soddisfatto”.

Hakan Yakin è già al centro della manovra. Le è piaciuto?
“Ha toccato molti palloni. Quando saremo più freschi davanti alla porta, il lavoro di Hakan sarà un grande vantaggio per noi”.

Non c’è il rischio che gli altri giocatori si affidino troppo a Yakin, scaricando su di lui le responsabilità?
“In generale no. Nello specifico, è normale che un giocatore come lui attiri molti palloni, ed è un vantaggio perché concentra su di sé le attenzioni di due o tre avversari liberando i compagni”.

La presenza di un giocatore di alto livello come Yakin potrebbe indurre le avversarie del Bellinzona a giocare ancora più chiuse?
“È possibile, ma noi non cerchiamo scuse, cerchiamo soluzioni”.

Meglio un Bellinzona con due mediani come D’Angelo o Mattila o con due registi offensivi come Yakin e Neumayr?
“Vanno bene entrambi i sistemi, l’importante è applicarli bene e saper cambiare a partita in corso senza scompensi, adattandosi anche all’avversario”.

L’ammucchiata di quattro squadre al secondo posto, a livello psicologico, aumenta la pressione sulle spalle del Bellinzona?
“Non sono uno uno psicologo e quindi non sono in grado di dire ora cosa possa succedere. Noi abbiamo sempre lavorato per il nostro sviluppo e nella pausa abbiamo innestato nuovi giocatori per migliorare la nostra squadra. Vedremo”.

Vuletich subito in gol. È la prima punta che mancava al Bellinzona?
“Abbiamo bisogno di gente che entra e fa gol. È una prima punta, ma anche lui può partire dall’esterno come ha fatto un paio di volte anche oggi. Il nostro gioco non prevede una prima punta d’area statica come si usa in Italia, ci vuole movimento”.

Il San Gallo è raggiungibile?
“Non ci pensiamo, dobbiamo andare avanti lavorando per noi stessi cercando la qualità”.




 
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