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LUGANO

16/02/2017 - 09:50

Si è spento Mauro "Spillo", il gigante della città

Classe 1966, era conosciuto da tutti per il suo look fuori dagli schemi e per la sua indole solitaria. Diversi i messaggi di cordoglio sui social network

lettore tio.ch
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LUGANO – Il gigante di Lugano non c'è più. Mauro Lazzaroni, detto "Spillo", si è spento negli scorsi giorni. Classe 1966, era un personaggio misterioso e pittoresco allo stesso tempo. Sulle rive del Ceresio lo conoscevano tutti. Anche se pochi sapevano veramente la sua storia. Una storia fatta anche di tanta sofferenza.

Piercing – Sono diversi i messaggi di cordoglio sui social network in ricordo di "Spillo". Era noto per il suo look fuori dagli schemi, con vari piercing come distintivi. Spesso indossava un "chiodo". Girava da solo. Faceva parte della sua indole.

Il passo spedito – Enigmatico, strano a dir poco. Era facile incontrarlo in via Besso, nei dintorni della stazione. Anche di mattina presto. La gente non ci faceva neanche più caso. "Spillo" era, in un certo senso, parte dell'inventario della città. Aveva il passo spedito, caratteristica di chi sa in che direzione sta andando.

Il ricordo – «Lo incrociavo spesso sul bus – ricorda una persona che l'ha conosciuto –. La cosa che più mi colpiva di lui è che quando lo incontravi ti guardava. Era come se fosse incuriosito dagli altri, come se volesse conoscerti. Fermarsi a parlare. Ma sinceramente non ho mai avuto il coraggio di fermarmi, di salutarlo con un "ciao"».

Timori – "Spillo", nella sua originalità, incuteva anche qualche timore. Era il simbolo del diverso. Del personaggio controcorrente. E, forse, proprio per questo godeva di rispetto, ma anche di poca empatia. I funerali di "Spillo" si svolgeranno venerdì 17 febbraio alle 13.30 a Lugano. Nel necrologio apparso sui quotidiani, i famigliari ringraziano il personale del quarto piano dell'ospedale Civico per le cure prestate.

Un soprannome che non gradiva - "Spillo", va detto, era un soprannome affibbiatogli dai più giovani, un nomignolo che, secondo gli amici più stretti, Mauro non gradiva affatto. «Lo ha sempre detestato», ci spiega R.P., amico di lunga data che saluta il «Lazza» con emozione e affetto: «Lugano senza di te non sarà più la stessa».


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