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ITALIA / SVIZZERAAvvocato algerino rifugiato in Svizzera, l'appello di Amnesty International

27.08.15 - 16:41
Rachid Mesli è stato fermato il 19 agosto al valico del San Bernardo, in Valle d'Aosta
Avvocato algerino rifugiato in Svizzera, l'appello di Amnesty International
Rachid Mesli è stato fermato il 19 agosto al valico del San Bernardo, in Valle d'Aosta

ROMA - I direttori generali di Amnesty International Italia e Svizzera, Gianni Rufini e Manon Schick, hanno scritto oggi al ministro della Giustizia italiano Andrea Orlando chiedendo che l'avvocato algerino Rachid Mesli non sia estradato verso l'Algeria.

Mesli è stato fermato lo scorso 19 agosto al valico frontaliero del San Bernardo, in Valle d'Aosta, all'ingresso dalla Svizzera in Italia per motivi turistici. Il fermo è stato eseguito sulla base di un mandato d'arresto internazionale emesso dall'Algeria nel 2002.

Inizialmente detenuto presso la casa circondariale di Brissogne (Aosta), l'avvocato è stato rilasciato il 22 agosto, anche se nei suoi confronti è stata mantenuta una misura limitativa della libertà di movimento, tuttora pendente.

Rachid Mesli, spiega Amnesty, ha lavorato in Algeria come difensore dei diritti umani per molti anni. Come conseguenza del suo lavoro, nel 1996 fu accusato dalle autorità algerine di aver 'incoraggiato il terrorismo' e condannato a tre anni di prigione; Amnesty International lo dichiarò prigioniero di coscienza. Dopo il rilascio, nel luglio 1999, Mesli continuò a occuparsi di diritti umani fino a quando, a seguito di ulteriori minacce, fu costretto a lasciare l'Algeria. Ottenne asilo politico in Svizzera il 17 novembre 2000.

In Svizzera, Mesli ha continuato il suo impegno di difensore dei diritti umani. Attualmente è il direttore per gli affari legali dell'ong AlKarama. Nel 2009 ha rinunciato allo status di rifugiato, avendo acquisito la cittadinanza francese. Ma nel 2002 le autorità algerine lo hanno nuovamente incriminato, con l'accusa di appartenere a un gruppo terroristico operante all'estero e lo hanno condannato in contumacia a 20 anni di carcere, sulla base di 'confessioni' rilasciate da due detenuti, che secondo Amnesty sarebbero stati sottoposti a tortura. È sulla base di tale ordine di cattura internazionale che Rachid Mesli è stato fermato in Italia lo scorso 19 agosto.

Amnesty ritiene che, se estradato, Rachid Mesli rischierebbe di subire gravi violazioni dei diritti umani, come la tortura. Nella lettera a Orlando, Rufini e Schick hanno richiamato la necessità che le autorità italiane agiscano in conformità con gli obblighi stabiliti dall'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, dall'articolo 3 della Convenzione Onu contro la tortura e dall'articolo 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici.

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