Fischer divide i tifosi: giusto criticarlo?

L'allenatore del Lugano è finito già nel calderone dei mugugni dei supporter, ma analizzando i dati di fatto di questa stagione, incolparlo per quest'inizio di campionato sembra esagerato
L'allenatore del Lugano è finito già nel calderone dei mugugni dei supporter, ma analizzando i dati di fatto di questa stagione, incolparlo per quest'inizio di campionato sembra esagerato
LUGANO – Dieci partite di campionato, due vittorie piene, due vittorie ai rigori e ben sei sconfitte, di cui cinque consecutive in casa; se ci dovessimo fermare ai semplici numeri, in casa Lugano ci sarebbe da strapparsi i capelli e fermarsi a ragionare sul da farsi.
I numeri, però, a volte non dicono tutto e in questo caso bisognerebbe analizzare il periodo che la squadra bianconera sta attraversando. In tanti – tifosi e non – si domandano sulle sorti di Patrick Fischer, ma a ben guardare è difficile addebitare al neo allenatore del Lugano alcuna colpa di quest’avvio difficile della sua squadra e, come detto in sede di presentazione della rosa per la stagione 2013/14, se si vuole iniziare un progetto, bisogna dare il tempo allo stesso Fischer di lavorare.
Il progetto. Da anni a Lugano si è lavorato per portare alla Resega un allenatore come Arno Del Curto che a Davos è ormai diventato un’istituzione. Messo da parte questo sogno, si è deciso di investire su Fischer per dare il via a un nuovo progetto bianconero; il buon Arno giunse nei Grigioni nel 1996 e dovette aspettare il 2002 per alzare al cielo – dopo alti e bassi – il suo primo titolo. È il caso di criticare Fischer dopo 10 partite? Inoltre.. i suoi predecessori, dal 2006 in poi, non è che abbiano fatto sfracelli con la squadra bianconera e gli ultimi quattro anni ne sono un esempio lampante.
Infortuni. Doversi confrontare ogni partita, ogni allenamento con una lunga serie di infortuni non sta certo aiutando Fischer. L’infermeria nella serata di martedì ospitava nove giocatori – contando anche l’ammalato Flückiger e il neo infortunato Rüfenacht – e analizzando la formazione scesa sul ghiaccio, con tanti uomini con poca esperienza e fuori posizione per necessità, criticare l’head coach sembrerebbe davvero esagerato. Le ultime notizie hanno messo in evidenza che per Rüfi si tratterebbe di un problema all'anca o di un muscolo annesso e si attendono i risultati della risonanza magnetica, mentre nel week end potrebbero tornare a disposizione Eric Walksy, Raffaele Sannitz e Jordy Murray.
Preparazione fisica. Non sarebbe il caso di domandarsi come mai tutti questi infortuni nel corso degli ultimi anni? Lasciando da parte alcuni infortuni traumatici, è lampante che così com’era successo la scorsa stagione da ottobre in poi, anche quest’anno in casa Lugano servirebbe una benedizione o un qualcosa del genere. Ma la preparazione fisica non servirebbe anche ad evitare tutta queste serie infinita di problemi?
Mancanza di uno scorer. Se il casco giallo del Lugano è Metropolit, che in stagione ha messo a segno fino ad ora 1 rete e 8 assist in 10 partite, qualcosa non quadra. Inceppato Domenichelli dopo il brillante avvio e ora con Rüfenacht KO, l’assenza di uno sniper manca come il pane. Habisreutinger e tutta la società dovranno impegnarsi, e non poco, per regalare a Fischer un attaccante degno di questo nome che possa dare ossigeno a una squadra che, ridotta all’osso come martedì sera, è sembrata in crisi anche mentale. Il problema del goleador è un problema cronico che persiste ormai da anni.
Analizzando tutti queste “attenuanti” o problematiche, addossare le colpe su Patrick Fischer sembra onestamente irrispettoso e ingiusto: l’allenatore avrà fatto i suoi errori, ma combattere contro la sfortuna e contro alcune mancanze nella rosa è davvero complicato. Il riscatto arriverà, le reti torneranno ad arrivare, perché la squadra gioca bene – a parte col Bienne per la già citata mancanza di ricambi adeguati – ma è imperativo tornare sul mercato per sistemare alcune lacune, e sperare di iniziare a recuperare qualche infortunato.








