Cerca e trova immobili
L'OSPITE

"Milan, il problema sta nel manico: Berlusconi ha troppi pensieri... passionali"

Secondo Arno Rossini la dirigenza rossonera dovrebbe essere più onesta verso i propri tifosi: "Illuderli è solo controproducente. Si vede che il presidente non ha tempo per pensare al calcio"
"Milan, il problema sta nel manico: Berlusconi ha troppi pensieri... passionali"
Secondo Arno Rossini la dirigenza rossonera dovrebbe essere più onesta verso i propri tifosi: "Illuderli è solo controproducente. Si vede che il presidente non ha tempo per pensare al calcio"
CALCIO: Risultati e classifiche
MILANO (Italia) – Due partite otto gol. Incassati però. Il nuovo Milan, quello che con Filippo Inzaghi si sarebbe dovuto risollevare dopo le brutture di Allegri e Seedorf, è partito con il piede sbagliato. Stai a vedere ch...

MILANO (Italia) – Due partite otto gol. Incassati però. Il nuovo Milan, quello che con Filippo Inzaghi si sarebbe dovuto risollevare dopo le brutture di Allegri e Seedorf, è partito con il piede sbagliato.

Stai a vedere che i problemi, come ripetuto più volte a queste latitudini, non riguardavano (solo) l’allenatore di turno. Stai a vedere che i problemi, come sottolineato dalla metà almeno dei tifosi, nascevano dalla pochezza – in termini di qualità – della rosa.

“È proprio così – è intervenuto Arno Rossini – se cambi l’allenatore ma poi non fai investimenti e per il mercato ti limiti all’elemosina, a ingaggiare giocatori a parametro zero o con il contratto in scadenza, non risolvi di certo una situazione complicata”.

Eppure sono molti i fan che, con l’arrivo di SuperPippo, hanno pensato che le difficoltà fossero finalmente alle spalle.
“Il problema del Milan non riguarda il mister. Certo, noi – senza sbagliare – avevamo criticato Seedorf. L’olandese aveva difetti evidenti, questo è vero; i balbettii del Diavolo non sono in ogni caso nati dalle sue decisioni e dai suoi atteggiamenti”.

Che servirebbe, a Milanello, per tornare a guardare con fiducia al futuro?
“Una strategia. Una politica societaria chiara, limpida”.

Ovvero?
“I dirigenti dovrebbero indicare quale strada seguire e impegnarsi affinché il club si muova in quella direzione”.

Sembra facile, ci fossero denari a disposizione…
“Questo sarebbe anzi il momento giusto per essere sinceri. Potrebbero dire:” Signori, non siamo economicamente competitivi e per questo, per garantirci un futuro solido, ripartiamo dai giovani. Non vinceremo subito ma programmiamo”. Invece sento solo dire: “Il Milan vuole lottare, vogliamo tornare in Champions…”. Non succederà. In Serie A vedo infatti almeno quattro o cinque squadre meglio attrezzate dei rossoneri. La Juventus, la Roma, il Napoli, l'Inter, la Fiorentina...”.

I fan non apprezzerebbero un club che ammette di non poter lottare per il successo.
“Non sono d’accordo – ha aggiunto Rossini – Il tifoso, se da Milanello fossero chiari, di sicuro non lascerebbe la squadra da sola. Ricordo il Diavolo in Serie B e ricordo come quegli anni di sofferenza furono importanti per i tifosi. I veri appassionati si avvicinarono al club, non lo abbandonarono”.

Galliani o Barbara B., chi dovrebbe parlare?
“Anche questo è un problema da risolvere. Sono convinto che nella stanza dei bottoni della società ci siano frizioni: c’è il nuovo che avanza ma anche il vecchio che non vuol mollare”.

E dire che un tempo Silvio Berlusconi diceva del Milan: “Primi in Italia, in Europa, nel Mondo”.
“Il presidente non è più quello di una volta. Non ha più il polso di una volta. Ha troppi pensieri extracalcistici. Diciamo passionali…”.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE