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"Tanto cuore e voglia: andremo lontano"

Patrick Fischer ha analizzato il cammino del suo Lugano: dopo un primo periodo di difficoltà, i bianconeri hanno ripreso a volare
"Tanto cuore e voglia: andremo lontano"
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"Tanto cuore e voglia: andremo lontano"
Patrick Fischer ha analizzato il cammino del suo Lugano: dopo un primo periodo di difficoltà, i bianconeri hanno ripreso a volare
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LUGANO – Col campionato in pausa per la Nazionale e con le festività che si avvicinano – prima di Natale resta solo la partita casalinga contro lo Zugo da giocare il 23 dicembre – abbiamo voluto analizzare il cammino che...

LUGANO – Col campionato in pausa per la Nazionale e con le festività che si avvicinano – prima di Natale resta solo la partita casalinga contro lo Zugo da giocare il 23 dicembre – abbiamo voluto analizzare il cammino che il Lugano ha avuto fin qui in questa stagione, sottolineando il processo di maturazione che la compagine bianconera ha avuto nell’arco di questi tre mesi. Per farlo, non potevamo che parlare con chi questa squadra l’ha costruita e la sta plasmando a sua immagine e somiglianza: Patrick Fischer.

Patrick, in base al gioco del Lugano, quanto senti “tua” questa squadra?
“Partita dopo partita vedo che il gruppo acquisisce l’idea di hockey che ho; io voglio che la squadra giochi come collettivo, con tanta voglia, aggressività e intensità. Anche tatticamente si sono fatti dei grandi passi avanti, basti vedere quanto siamo aggressivi in difesa: non lasciamo spazio agli avversari per ragionare. Però dobbiamo migliorare sul cambio di gioco, sulla velocità col quale portiamo il disco dal nostro terzo a quello offensivo”.

È sempre più il Lugano di Fischer… ma quanto è importante Andersson?
“Il suo lavoro è basilare per noi: la sua esperienza da difensore ci aiuta tanto, anche in merito al cambio di gioco difensivo che abbiamo attuato. Siamo gli unici che giocano con l’overload difensivo: è un fattore importante per non ritrovarci con l’uomo contro uomo in difesa”.

A volte sembra che vi adattiate a giocare in relazione all’avversario…
“Si, effettivamente è così. Con Ginevra, Davos e Losanna per esempio, che sono squadre che cercano spesso il passaggio profondo, cerchiamo di essere più bassi con più uomini per creare la transizione nella parte centrale della pista”.

Da ottobre in poi, cosa è cambiato? Sembrate un’altra squadra…
“Abbiamo iniziato a lavorare duro fin da agosto, ma avevamo bisogno di tempo per creare la nostra identità: non puoi pretendere di farlo in due settimane. All’inizio creavamo tanto, ma avevamo fuori per tanti motivi diversi attaccanti e non riuscivamo a segnare. La fiducia è venuta meno, ma con alcuni cambi in rosa e nel modo di giocare e con l’arrivo delle vittorie, tutto è migliorato. La nostra filosofia comunque si basa sull’essere attenti difensivamente, per poi poterci divertire in attacco”.

 Cosa manca in questo momento per essere una squadra completa?
“Mi viene da dire il powerplay. Ultimamente stiamo vincendo anche senza quello, e va bene, ma dobbiamo migliorarlo e lo faremo: sono sicuro che tornerà a essere uno dei nostri punti di forza”.

Come definiresti il tuo Lugano in poche parole?
“Una squadra con tanto cuore e tanta voglia. Una formazione che può andare dove vuole se continua a giocare così”.

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