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24/03/2015 - 19:40

"Prima di mettere mano nel borsello della gente, rivedere i compiti dello Stato"

Intervista a Maristella Patuzzi, candidata al Consiglio di Stato per i Verdi del Ticino

Foto Ti-Press Samuel Golay
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LUGANO - Continuano le nostre interviste ai candidati al Consiglio di Stato. Oggi tocca a Maristella Patuzzi, consigliera comunale luganese e candidata per i Verdi del Ticino

Qual è il problema più urgente da risolvere in Ticino?

"Un'applicazione rapida e senza compromessi dell'articolo costituzionale votato dal popolo il 9 febbraio dell'anno scorso. Dal futuro del mercato del lavoro cantonale dipende tutto, persino la capacità del nostro paese di proseguire nell'adozione delle misure necessarie alla salvaguardia ambientale".

Quanto la preoccupa la presenza della criminalità organizzata in Ticino e cosa fare per combatterla?

"Mi preoccupa molto anche perché quest'ultimo fenomeno aumenta in modo direttamente proporzionale alla nostra incapacità di regolamentare in modo finalmente adeguato l'esercizio della prostituzione".

In Ticino ritiene necessaria una riforma fiscale?

"Non necessariamente. Prima di mettere mano nel borsello della gente o delle imprese, sarebbe opportuno rivedere i compiti dello Stato. Per poi arrivare a definire solo alla fine di questo processo rinviato da decenni l'ammontare della somma da prelevare a mezzo delle imposte".

Se fosse eletta in Consiglio di Stato quale dipartimento vorrebbe?

"DECS".

Lei è favorevole al sistema maggioritario?

"Sì, per l'elezione dei Municipi nei comuni e del Governo cantonale il maggioritario mi sembra il sistema migliore. Anche Zugo del resto, nel 2013, ha abbandonato il proporzionale per l'elezione degli esecutivi".

Lei è favorevole alla liberalizzazione dell'apertura dei negozi su modello italiano?

"I modelli degli altri sistemi/paese vanno sempre presi con le pinze. Bisognerebbe trovare un modello svizzero che in quanto tale significherebbe in ogni caso "si, ma e non dappertutto".

Qual è la cosa più imbarazzante / fastidiosa che è costretta a fare in campagna elettorale?

"Nulla, altrimenti non mi sarei messa a disposizione del mio partito per un avventura che invece di imbarazzante e fastidiosa non posso che definire appassionante".

Perché dovremmo votare lei?

"Perché ogni voto dato a me si trasforma in due dei famosi "voti emessi e non emessi" di cui i Verdi del Ticino hanno bisogno per entrare in Governo e per rafforzare la loro presenza in Gran consiglio".

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