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07/04/2017 - 18:31

Bilancio di un brillante trimestre di quattro mesi

EFG Equity & Fund Analysis

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LUGANO - Negli anni susseguenti la crisi finanziaria del 2008, l’SMI ha beneficiato, seppure con alternanza, di alcuni periodi positivi consecutivi degni di nota, i più recenti dei quali sono anche coincisi con buona approssimazione a dei nodi temporali all’interno del primo trimestre. Non è però il caso di invocare un fattore di stagionalità, bensì l’occorrere di eventi puntuali di alto impatto sul mercato azionario.

Nel 2015 si trattava della contro-reazione al tonfo dopo il dis-intervento della BNS a difesa della parità con l’Euro, mentre il periodo favorevole entro il quale si trova tutt’ora la borsa elvetica, in buona compagnia delle maggiori borse mondiali, è da ascrivere all’ondata di ottimismo generata da tre fattori primari provenienti dal mercato statunitense: il susseguirsi di dati favorevoli sull’evolversi dell’economia, che facilitano la Fed nel suo percorso di normalizzazione dei tassi e che permettono al mondo politico di promuovere un programma gradito alla borsa

La Svizzera è molto attenta soprattutto al fattore tassi d’interesse, che hanno una implicazione diretta sul cambio e dunque su una parte rilevante del fatturato elvetico d’esportazione, mentre dimostra cautela riguardo alle politiche conservatrici e protezionistiche che potrebbero prendere forma nei prossimi mesi negli US.

Per il momento, il mercato azionario sembra aver fagocitato unicamente le premesse ottimistiche che hanno portato la borsa elvetica a compiere un percorso ascendente del 13% su 4 mesi, quindi da inizio dicembre, un rally che tuttavia ha perso d’intensità durante il mese di marzo inducendo il timore che sia stato ormai raggiunto un massimo periodico.

Questa impressione è ulteriormente suffragata dal ripiegamento vistoso della volatilità, scesa fino ad un minimo storico di 8.81. A titolo di confronto, il massimo periodico era stato stabilito nel 2015 con un valore di 33.02, quindi 4 volte più elevato. Una tale escursione in soli 2 anni non è del tutto anomala, ma una sua lettura in tempi recenti indica come un inflesso ai minimi corrisponda all’inizio di un periodo di lateralizzazione e correzione del listino.

Riteniamo che il minimo storico della volatilità possa ragionevolmente essere interpretato anche come un minimo del corrente ciclo, soprattutto nell’imminenza di eventi come le elezioni in Francia oppure la riforma fiscale americana, che certamente non contribuiranno a mantenere calme le acque del mondo finanziario.

Considerato come l’SMI abbia compiuto una progressione regolare e costante nel corso degli ultimi 4 mesi, riteniamo che i segnali di invito alla cautela si siano moltiplicati negli ultimi tempi: i risultati a consuntivo delle società e la stagione delle assemblee degli azionisti denotano distensione, tuttavia saranno prevalentemente gli eventi internazionali a dettare il passo della borsa. La probabilità che questi eventi abbiano un impatto sulla volatilità, anche solo moderato, ci suggerisce che il trimestre entrante non disponga delle necessarie caratteristiche per replicare la brillante performance da inizio anno, che ci ha offerto l’ evento raro e apprezzabile di una crescita consecutiva di 4 mesi.

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