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LUGANO

Chandra Livia Candiani, "Da quella scienza della gioia"

Uno degli eventi da non perdere di POESTATE 2017: l'incontro con la poetessa italiana sabato 3 giugno
Chandra Livia Candiani, "Da quella scienza della gioia"
Chandra Livia Candiani, "Da quella scienza della gioia"
Uno degli eventi da non perdere di POESTATE 2017: l'incontro con la poetessa italiana sabato 3 giugno
LUGANO - È uno degli eventi da non perdere dell'edizione 2017 di POESTATE secondo la direttrice Armida Demarta: l'incontro di sabato 3 giugno alle 18.30 con la poetessa italiana Chandra Livia Candiani. L'autrice milanese dialog...

LUGANO - È uno degli eventi da non perdere dell'edizione 2017 di POESTATE secondo la direttrice Armida Demarta: l'incontro di sabato 3 giugno alle 18.30 con la poetessa italiana Chandra Livia Candiani.

L'autrice milanese dialogherà con Stefano Vassere sul tema "Da quella scienza della gioia". Durante l’incontro Candiani leggerà poesie da tutte le sue raccolte, in particolare da quella più nota, "La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore", ma anche dall’ultima, "Fatti vivo", del 2017.

Chandra Livia Candiani è nata nel 1952 a Milano, dove vive. Ha pubblicato: "Io con vestito leggero" (Pasian di Prato, Campanotto editore, 2005), "La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo" (Milano, La biblioteca di Vivarium, 2005), "La porta" (Milano, La biblioteca di Vivarium, 2006), "Bevendo il tè con i morti" (Novara, Interlinea, 2015), "La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore" (Torino, Einaudi, 2014, vincitore premio Camaiore 2014), "Ma dove sono le parole?" (a cura di Chandra Livia Candiani con Andrea Cirolla, Milano, Effigie edizioni, 2015), che raccoglie le poesie scritte dai bambini delle periferie multietniche di Milano durante i seminari tenuti dalla Candiani stessa, "Fatti vivo" (Torino, Einaudi, 2017). 

Dice Chandra Livia Candiani: «Ci sono stati anni in cui mi era più facile sentire di essere l’albero che vedevo fuori dalla finestra che quel che sentivo in questo corpo, in questa mente, mi ero estranea, forse
ero mezza pazza, ma il mondo mi ha salvato, con tutti i suoi significati sospesi ne ha dato uno anche a me: accoglierlo».

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