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09/05/2012 - 07:00

Prodotti Light: facciamo un po' di chiarezza

Non sempre Light è sinonimo di leggerezza

Articolo di Marco Ceriani




Gli scaffali dei supermercati sono zeppi di alimenti e bevande che riportano in etichetta la dicitura  "light". L’acquisto di questi cibi è spesso effettuato da tutti coloro che sono alla ricerca della perdita di peso e della forma fisica ottimale. Ma occorre fare un po’ di chiarezza e soprattutto sfatare una credenza errata: i cibi light non sono affatto “leggeri”. Apportano solo meno grassi dei loro equivalenti (vedi box).

Ad esempio una maionese light contiene una percentuale di grasso pari al 50%, mentre la sua versione "tradizionale" ne apporta il 70%. Leggera sì o meglio quasi, perché si tratta pur sempre di un alimento con il 50% di grassi e un contenuto calorico pari a più di 500 calorie (per 100 g), decisamente elevato per chi segue un regime dietetico o vuole perdere peso.

Un’altra nota a sfavore degli alimenti “light” è la loro scarsa naturalità. I “Light” infatti diminuiscono l’apporto calorico mediante sostituzione delle fonti energetiche. Gli zuccheri lasciano il posto agli edulcoranti di sintesi (per es. E951 = Aspartame; E952 Ciclammato di sodio; E954 saccarina), mentre i grassi a surrogati di acqua e grasso (come nel caso della margarina semigrassa costituita da oltre il 50% di acqua).

I cibi light in più, oltre ad essere poco naturali (subiscono diverse trasformazioni industriali), diminuiscono il senso di sazietà con il pericolo di un aumento delle porzioni che rende nullo il vantaggio della diminuzione calorica.

Il consiglio è quello di osservare un regime alimentare equilibrato e scegliere alimenti naturalmente light come la ricotta, la bresaola e soprattutto frutta e verdura fresca. E quando si ha sete, ricordare che l’acqua è l’unica bevanda necessaria per il nostro organismo e se ogni tanto si desidera bere qualcosa di diverso, allora è bene optare o per una spremuta 100% di frutta o per un tè freddo fatto in casa non zuccherato o leggermente zuccherato, ad esempio con del miele o con dell’aggiunta di un po’ di succo di agrume.

N.B.: Un alimento può essere definito “light”  (leggero o léger) se il valore energetico del prodotto finito e pronto per il consumo è ridotto del 30%  rispetto al prodotto equivalente “normale”. Un alimento dichiarato “povero” di energia deve avere il valore energetico ridotto almeno del 50%. (Art. 174 dell’Oderr)

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