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TORINO

22/03/2012 - 11:12

Dentro la collezione Lancia, il tesoro "nascosto" del gruppo FIAT

Una galleria di 57 foto per portarvi in uno dei "garage" più affascinanti del mondo.

Articolo di Benjiamin Albertalli
Ticinonline/b.a.




L’ACCESSO IN PARADISO - Da appassionato di automobili, e quindi di vetture storiche, ero certo che quello che avrei visto quel pomeriggio sarebbe stato senza dubbio qualcosa di assolutamente affascinante, ma proprio non avevo idea che sarebbe stato così irripetibile e, in un certo senso, magico. Ci incontriamo poco fuori Torino con il responsabile di questo parco vetture, racchiuse all'interno di un capannone industriale che a vederlo dall'esterno non sospettereste mai possa contenere tutti questi gioielli. Si apre il portone davanti a noi, e varchiamo come quello che ci appare una specie paradiso: alla mia destra sono subito schierate una decina di Delta, principalmente da Rally, poco più avanti diverse Stratos, alla mia sinistra una 037. Capisco, quindi, di essere approdato nel posto giusto e di dovere ai lettori, prima di proseguire il viaggio, qualche spiegazione.

Immagini
Ticinonline/b.a.

UNA VALORE INESTIMABILE - Quella che vedete nella galleria fotografica non è una collezione privata bensì un deposito del gruppo torinese contenete quasi tutte le proprie vetture storiche, eccezion fatta per le Alfa Romeo (che in parte si trovano al museo di Arese) e per le più esclusive Ferrari e Maserati. Qui dentro troviamo quindi circa duecentoventi vetture tra FIAT e Lancia, tra cui figurano vetture stradali, da competizione, prototipi da salone e pezzi unici. Parliamo di automobili come la Lancia Alpha del 1906, esemplari rari quali la Delta S4 o la 037 in versione stradale costruite entrambe solo in duecento esemplari, versioni speciali come le Limousine su base Thema e Kappa, nonché veri e propri esemplari unici di grande fascino, per esempio la Trevi VX Bimotore fatta costruire da Giorgio Pianta. O ancora prototipi funzionanti come l'indimenticata reinterpretazione moderna della Fulvia (anno 2003) e altri statici quali la Dialogos che anticipò le linee della Thesis. Altre sono vetture addirittura nuove e mai immatricolate, ed entrare in una Thema 8.32 che sul tachimetro segna appena 221 km e si presenta effettivamente come nuova, ha davvero qualcosa di magico.

UN FUTURO INCERTO - Ma che ne sarà di queste vetture? Le ipotesi sono parecchie, così come le idee; purtroppo però non c'è nessuna certezza in grado di concretizzarle. Il lato positivo è che al momento sono rimaste all'interno della casa, un segnale sicuramente fiducioso e che accende un barlume di speranza nel fatto che i dirigenti  non si siano scordati delle loro radici; o almeno così si spera. Quello che è certo è che là fuori ci sono tantissimi appassionati che farebbero carte false per poter visitare un museo che contenga tutti questi pezzi di storia automobilistica, che in parte possono anche essere considerati tesori della nazione. La speranza, ora, è che lo capiscano anche ai piani alti del Lingotto e che questa sia una motivazione per non stare più con le mani in mano. Forza!

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