Salah Abdeslam: “Non mi rivedrete mai più”
L’autista che ha accompagnato l’uomo più ricercato d’Europa a Bruxelles, ha spiegato agli inquirenti di averlo lasciato vicino ad un deposito il giorno dopo gli attentati
BRUXELLES - Ali Oulkadi, il “tassista”, è l’ultima persona ad aver visto vivo Salah Abdeslam, il giorno dopo gli attentati che hanno insanguinato Parigi. L’uomo è stato arrestato dalla polizia belga per aver portato l’uomo più ricercato d’Europa a Bruxelles. Ali ha raccontato alle autorità che quello stesso giorno lui e Salah hanno fatto una sosta in un caffè. L’autista afferma però di non ricordarsene il nome, come riferisce il quotidiano belga “Het Laatse Nieuws”.
In seguito Salah avrebbe chiesto al suo complice di portarlo su una strada vicina ad un deposito delle STIB (la società dei trasporti intercomunali di Bruxelles). “Era furioso” avrebbe rivelato Oulkadi. “Una volta che mi sono fermato, Salah mi ha detto di aspettare cinque minuti prima di ripartire. È quello che ho fatto. Poi è uscito e mi ha detto che non sarebbe tornato mai più. È partito e ignoro dove sia finito” spiega l’autista. Salah ha mantenuto la sua parola. Il nemico pubblico numero uno è, infatti, tuttora introvabile.
Un fratello non irreprensibile - Il fratello Mohamed, che più volte ha chiesto a Salah di costituirsi, ha mentito sul suo passato. L’uomo faceva infatti parte di un gruppo di ladri che ha imperversato a Bruxelles, come riportato dal sito DH.be. I furti risalirebbero al 2005. Soprannominati “la banda dei carri funebri", i rapinatori derubavano le persone morte che dovevano essere trasferite all'istituto di medicina legale.
In totale erano stati depredati dai 20 ai 30 cadaveri. E di questa banda di ladri faceva parte anche Mohamed Abdeslam. All'epoca il ragazzo aveva 18 anni. "Sono un ladro, un farabutto, un avvoltoio" - aveva spiegato al giudice prima di ricevere due anni con la condizionale. Si è quindi molto lontani dall'immagine "acqua e sapone" che Mohamed ha mostrato girando gli studi televisivi.




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