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All’assalto del K2 senza piedi né ossigeno

«Dopo l’amputazione mi avevano detto che non avrei più potuto scalare nessuna montagna. Non gli ho creduto»
All’assalto del K2 senza piedi né ossigeno
«Dopo l’amputazione mi avevano detto che non avrei più potuto scalare nessuna montagna. Non gli ho creduto»
ISLAMABAD - La sua passione per le montagne gli è costata l’amputazione dei piedi, ma l’alpinista ecuadoregno Santiago Quintero ci riprova, e alla grande. Vuole essere il primo a scalare il K2, la seconda cima più alta del m...

ISLAMABAD - La sua passione per le montagne gli è costata l’amputazione dei piedi, ma l’alpinista ecuadoregno Santiago Quintero ci riprova, e alla grande. Vuole essere il primo a scalare il K2, la seconda cima più alta del mondo, senza il rinforzo d’ossigeno e con le protesi.

Santiago, 41 anni, non si pone più limiti da quando ha perso la metà dei suoi piedi, ghiacciatisi nel gennaio del 2002 mentre scalava l’Aconcagua, che con i suoi 6962 metri di altitudine è la cima più alta d’America. Santiago è stato la quarta persona a conquistare la parte sud della montagna, quella più difficile.

L’amputazione dei piedi è dovuta al fatto, come racconta lui stesso, che gli mancavano 100 dollari per comprare dei copriscarponi impermeabili, che gli avrebbero permesso di evitare di bagnare i piedi. Lui stesso si ritiene un «miracolo vivente» dato che anche nel 2013, a seguito della scalata dell’Everest, finì nuovamente in ospedale.  «Ma senza la montagna non vivo».

«Dopo l’amputazione dei piedi mi era stato detto che la mia carriera da alpinista era finita, e che non avrei più scalato nessuna montagna. Io non gli ho creduto».

In seguito all’intervento ha poi dovuto attendere cinque anni per delle protesi speciali che gli permettano di scalare le montagne.

L’ecuadroregno si prepara ora ad affrontare per la seconda volta il K2, alto 8611 metri, e considerato il più difficile al mondo.

Il suo progetto è quello di scalare con le protesi entro il 2019 le 14 principali montagne che superano gli 8’000 metri di altezza.

Già nel 2009 Santiago aveva provato ad affrontare la temibile montagna, ma aveva dovuto rinunciare «a pochi passi dalla cima».

«Tutti gli altri alpinisti che hanno raggiunto la vetta del K2 ci sono arrivati tutti interi, con tutte le loro facoltà, la mia situazione è diversa. L’idea è quella di partire il 13 giugno e di raggiungere la cima il 31 luglio.

Santiago, che scalerà la montagna senza l’aiuto dell’ossigeno, ma che sarà comunque accompagnato da una persona che lo trasporterà, si è mostrato fiducioso: «So che quest’anno ci riusciremo, lo sento».  

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