Offensiva militare contro i narcos a Tamaulipas

Lo Stato vuole "restaurare l'ordine" in una regione segnata dalla guerra fra due gruppi rivali
CITTA' DEL MESSICO - Nuova "offensiva di Stato" del governo centrale messicano contro la violenza narco: dopo lo stato di Michoacan, al centro della costa pacifica, ora è a Tamaulipas, sull'estremo orientale della frontiera con gli Usa, che Enrique Pena Nieto lancia una vasta operazione militare per "restaurare l'ordine" in una regione segnata dalla guerra fra due gruppi narcos rivali: il Cartello del Golfo e Los Zetas.
Il ministro federale degli Interni, Miguel Osorio, ha annunciato l'invio nello stato di unità dell'esercito, la marina militare e la polizia federale, e ha promesso una "pulizia totale" delle forze di sicurezza locali, dove "non saranno tollerati elementi che abbiano legami con i trafficanti".
Il primo obiettivo dell'operazione, ha spiegato, sarà quello di "disarticolare organizzazioni criminali e chiudere le rotte usate per il traffico di persone, armi e droghe". Tamaulipas sarà divisa in quattro zone di sicurezza e i militari saranno dispiegati anzitutto in valichi di frontiera, porti e dogane, con una attenzione speciale a Reynosa, Rio Bravo e Matamoros, sulla frontiera con il Texas.
Oltre 50 persone sono morte nell'ultimo mese nello stato, principalmente a causa di scontri fra il Cartello del Golfo e Los Zetas, un gruppo di ex militari di elite che dopo aver lavorato per anni come braccio armato del Cartello nel 2010 è diventato autonomo e poi rivale di questa narcobanda.
Ats Ans




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