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BERNA

Piazza finanziaria, cosa fare?

Destra e sinistra divise sulle strategie di azione
Foto d'archivio (Keystone)
Piazza finanziaria, cosa fare?
Destra e sinistra divise sulle strategie di azione
BERNA - La Svizzera deve assolutamente intervenire per preservare la sua piazza finanziaria. Ma il Consiglio nazionale non ha una ricetta unica. Mentre il governo si mostra aperto allo scambio automatico delle informazioni, la destra mantie...

BERNA - La Svizzera deve assolutamente intervenire per preservare la sua piazza finanziaria. Ma il Consiglio nazionale non ha una ricetta unica. Mentre il governo si mostra aperto allo scambio automatico delle informazioni, la destra mantiene il suo attaccamento al segreto bancario. La sinistra invece vuole voltare pagina.

Dopo il rapporto del prof. Aymo Brunetti, che raccomanda al governo di condurre negoziati sullo scambio automatico sia con l'OCSE che con l'UE, i consiglieri nazionali si sono mostrati divisi. PS da una parte e UDC dall'altra, non sono riusciti oggi a imporre il loro punto di vista durante la sessione straordinaria dedicata alla piazza finanziaria.

Con 130 voti contro 59, la Camera del popolo ha respinto due mozioni socialiste che incaricavano il governo di impegnarsi in trattative con l'UE sullo scambio automatico in cambio dell'apertura al mercato europeo.

Con 106 voti contro 77, la maggioranza ha riservato la stessa sorte a una mozione di Christoph Mörgeli (UDC/ZH) che chiedeva di sottoporre l'imposta liberatoria a tutti gli Stati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e di applicare il diritto di veto se l'OCSE esigesse uno scambio automatico di informazioni.

PPD con il Consiglio federale

Durante il dibattito, Dominique de Buman (PPD/FR) ha sottolineato come il suo partito era finora contrario allo scambio automatico dei dati. Qualora, tuttavia, le direttive contro i delinquenti fiscali dovessero imporsi a livello planetario, non vi sarà più motivo di continuare con questa opposizione sterile.

La priorità del PPD è di far uscire al più presto la Svizzera dalla lista degli Stati non cooperativi dell'OCSE , ha dichiarato Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG). Per far questo, è giusto che il Consiglio federale abbia un atteggiamento proattivo nei confronti dello scambio automatico delle informazioni in seno all'organizzazione

Andare oltre

Il PS ritiene invece che occorre spingersi più lontano. "La Svizzera deve cambiare paradigma per garantire un futuro alla piazza finanziaria. Non deve più limitarsi alla difesa del suo segreto bancario ormai moribondo", ha rilevato Corrado Pardini (PS/BE).

Secondo i socialisti, i nuovi standard internazionali - che la Confederazione ha contribuito ad elaborare in seno all'OCSE - devono includere norme severe nei confronti delle banche: dovere di diligenza, attestato che i fondi sono debitamente dichiarati, fine dell'autodisciplina degli istituti finanziari.

Sulla stessa lunghezza d'onda del PS, i Verdi hanno affermato che è essenziale partecipare all'elaborazione della futura norma internazionale. Berna dovrebbe smettere di privilegiare diversi modelli a seconda dei Paesi con cui stipula un'intesa fiscale, ha detto Louis Schelbert (Verts/LU), facendo riferimento all'accordo FATCA con gli Stati Uniti, all'imposta liberatoria alla fonte con Austria e Gran Bretagna e all'atteggiamento attendista con l'UE.

Il segreto bancario non si tocca

Di tutt'altro avviso l'UDC, per il quale il Consiglio federale deve difendere più energicamente gli interessi della Svizzera. "Non bisogna cedere a pressioni ipocrite, sapendo che grandi Paesi tollerano pratiche al limite del diritto", ha denunciato Thomas Aeschi (UDC/ZG). Berna deve inoltre attendere che le relazioni istituzionali con l'Unione europea siano chiarite.

Anche il PLR ritiene che non sia opportuno buttare all'aria il sistema attuale sotto la pressione dello scambio automatico di informazioni. Con tale norma e le sue implicazioni nella qualità dei dati da trasmettere, "il cittadino sarebbe consegnato alle autorità straniere senza alcuna protezione", ha rilevato Ruedi Noser (PLR/ZH).

L'imposta liberatoria permette invece ai cittadini stranieri di mettersi in regola con il loro fisco rispettivo. Non occorre lasciarsi trascinare dal "doppio gioco di Stati Uniti e Gran Bretagna che difendono i loro trust", secondo il liberale radicale zurighese. Bisogna seguire il movimento soltanto quando tutte le grandi piazze finanziarie avranno sottoscritto una norma unica dell'OCSE.

Ultima parola al Parlamento

Dal canto suo, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha cercato di rassicurare la Camera del popolo, ricordando che tutte le disposizioni elaborate dal Consiglio federale saranno sottoposte al Parlamento.

"Il giorno in cui la futura norma dell'OCSE sullo scambio automatico delle informazioni sarà accettata, bisognerà cambiare la legge", ha precisato. Con quest'ultima organizzazione, la Confederazione intende dialogare per partecipare alla "peer review". Una delle condizioni consisterebbe nel disporre da 60 a 70 convenzioni di doppia imposizione rivedute per soddisfare i criteri internazionali.

Ma questo processo è lungo. Il Consiglio federale vuole prima risolvere la questione della notifica dei casi eccezionali di assistenza amministrativa e avanzare nell'ambito dell'identificazione dei detentori di titoli. Progetti di legge in tal senso saranno sottoposti quanto prima alle Camere.

Ats

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