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CADENAZZO

L’orto ticinese compie 75 anni

L’orto ticinese compie 75 anni
da Luigi Bosia CADENAZZO Il consumatore è soddisfatto per la qualità dei prodotti e per i prezzi che a volte si abbassano, ma l’economia locale e soprattutto il settore ortofrutticolo soffre. Il lavoro nell’orto ...

da Luigi Bosia

CADENAZZO Il consumatore è soddisfatto per la qualità dei prodotti e per i prezzi che a volte si abbassano, ma l’economia locale e soprattutto il settore ortofrutticolo soffre. Il lavoro nell’orto ticinese è aumentato ma il reddito è calato. Come dire che professionalità, impegno, qualità e organizzazione del lavoro, permettono di aumentare i volumi degli ortaggi prodotti, ma - anche complice l’aumento dei costi – i ricavi diminuiscono.

Ciò non ha impedito alla FOFT (Federazione ortofrutticola ticinese) di chiudere l’annata all’insegna della stabilità. Il dato è emerso ieri sera durante l’assemblea della cooperativa che festeggia quest’anno i 75 anni di esistenza. A proporre un’articolata analisi sull’andamento aziendale, è stato il direttore Paolo Bassetti. Dal confronto con gli ultimi due anni, emerge che i volumi produttivi sono aumentati di circa il 15%, anche grazie a numerosi progetti e iniziative. Nonostante una gestione oculata frutto di una strategia aziendale improntata alla professionalità e al dinamismo, il fatturato è risultato uguale o leggermente inferiore rispetto all'anno precedente, a causa della diminuzione del 15-20% del prezzo per unita di prodotto. Il settore ha sofferto a causa di problemi, le cui soluzioni, spesso, non dipendono da decisioni della Cooperativa. Basti prendere per esempio - ha spiegato il presidente Marco Bassi - l’ultima annata; tra maggio e inizio giugno dell’anno scorso, scoppiò a livello europeo il caso dell’escherichia coli, con il conseguente crollo non solo del consumo di ortaggi e dei ricavi, ma anche del morale dei produttori. Il tutto aggravato da un Euro troppo basso rispetto al Franco svizzero, con la conseguenza che molti vanno oltre confine a fare gli acquisti, anche se poi non è dato sapere quanto le produzioni estere siano rispettose dei parametri di genuinità, freschezza e qualità.

Confrontata a una globalizzazione imperante, alla necessità di operare in modo sempre più rapido e veloce, la FOFT ha imboccato con decisione la strada dell’ottimizzazione dei processi logistici, amministrativi e produttivi, puntando sulla qualità, così da soddisfare le crescenti esigenze dei clienti. In questo senso, si sono moltiplicate le energie e gli investimenti a favore del settore; oltre al lancio del marchio TiOr e della creazione di Foftpool, una tappa importante e recente, è stata la costruzione della nuova Centrale di distribuzione, che è diventata un punto di riferimento per l’intero settore.

La cooperativa fu fondata il 7 giugno 1937, in Via Frasca a Lugano. Marco Bassi ha quindi espresso un sentimento di gratitudine ai fondatori, citandone uno su tutti, Carlo Cattori che fu presidente dal 1937 al 1948. “Forti di questo passato – ha sottolineato Bassi - dobbiamo guardare al futuro con un grande senso di responsabilità verso le future generazioni. Nonostante le difficoltà, siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda con fermezza e volontà di raggiungere i nostri obiettivi. L’unione fa la forza. Se affronteremo il futuro con la stessa forza e determinazione, con la stessa unità e con lo stesso spirito e dinamismo, sono sicuro che potremmo affrontare il futuro con fiducia, perché tra 75 anni saremo sicuri che i nostri figli saranno qui a festeggiare il 150esimo della nostra cooperativa”.

L’assemblea si è chiusa con i saluti, i ricordi e gli auguri di tre presidenti e tre direttori che si sono alternati negli ultimi decenni: Carlo Cattori, Carlo Belossi e Marco Bassi, e i direttori Glauco Martinetti, Giovanni Antognini e Paolo Bassetti. Un giubileo, la cui importanza è stata sottolineata anche dalla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi e dei sindaci Flavio Petraglio di Cadenazzo, Andrea Bersani di Giubiasco e Carlo Donadini di Camorino.

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