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Cina: "sono stata io", moglie Bo Xilai avrebbe confessato

Cina: "sono stata io", moglie Bo Xilai avrebbe confessato
PECHINO - La moglie di Bo Xilai, il leader cinese caduto in disgrazia, avrebbe confessato alla polizia cinese non solo di aver ordinato l'assassinio di un uomo d'affari britannico, ma di essere stata presente mentre veniva costretto con la forza...
PECHINO - La moglie di Bo Xilai, il leader cinese caduto in disgrazia, avrebbe confessato alla polizia cinese non solo di aver ordinato l'assassinio di un uomo d'affari britannico, ma di essere stata presente mentre veniva costretto con la forza ad ingurgitare una dose di cianuro. Lo ha scritto oggi il Daily Telegraph, citando "diplomatici americani".

Secondo l'ennesima rivelazione sul thriller che ha sconvolto i delicati equilibri della politica cinese, sarebbe stata la stessa donna, Gu Kailai, a dire a Wang Lijun, ex-capo della polizia di Chongqing e collaboratore di Bo Xilai: "Sono stata io".

Sconvolto dalla rivelazione, Wang avrebbe affrontato Bo, mettendolo al corrente di quello che aveva appreso. Poi, preso dal panico, ha cercato rifugio nel Consolato americano della vicina Chengdu, probabilmente temendo per la sua vita.

"Secondo Wang - scrive il giornale britannico -, Heywood, un faccendiere con decenni di esperienza in Cina a un amico di famiglia di Bo e di sua moglie, venne tenuto fermo nella sua stanza d'albergo e costretto a ingerire il cianuro. In seguito, la signora Gu avrebbe confessato il crimine".

Una delle fonti ha sostenuto che Gu ha detto "sono stata io" per tre volte. "È stata una scena orribile - ha aggiunto -, Heywood ha sputato il cianuro e sono stati costretti a dargliene dell'altro".

Secondo fonti di Hong Kong, la conclusione ufficiale dell'inchiesta in corso su Bo, Gu e Wang sarebbe imminente. La donna rischia la pena capitale, mentre Wang, che ha "collaborato", potrebbe scampare al patibolo, dove lo porterebbe un'accusa di "tradimento". Non è chiaro di cosa sarà accusato Bo Xilai che, secondo l'unico comunicato ufficiale emesso finora sulla vicenda, è indagato per "gravi violazioni della disciplina di Partito".

ATS
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