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SVIZZERA

Accordi fiscali, dai forzieri svizzeri se ne andranno 47 miliardi di franchi

Il deflusso di fondi provocherà un mancato ricavo per 1,1 miliardi di franchi all'anno. Si aggraverà la crisi della piazza finanziaria elvetica?
Nella foto Keystone il volto sorridente di Evelyne Widmer-Schlumpf al momento della firma dell'accordo con Wolfgang Schäuble
Accordi fiscali, dai forzieri svizzeri se ne andranno 47 miliardi di franchi
Il deflusso di fondi provocherà un mancato ricavo per 1,1 miliardi di franchi all'anno. Si aggraverà la crisi della piazza finanziaria elvetica?
BERNA - Gli accordi fiscali con Germania e Gran Bretagna comporteranno per la piazza finanziaria elvetica un deflusso di fondi della clientela pari a 47 miliardi di franchi e mancati ricavi per 1,1 miliardi all'anno: lo sostiene uno studi...

BERNA - Gli accordi fiscali con Germania e Gran Bretagna comporteranno per la piazza finanziaria elvetica un deflusso di fondi della clientela pari a 47 miliardi di franchi e mancati ricavi per 1,1 miliardi all'anno: lo sostiene uno studio di Booz & Company.

Secondo la società di consulenza alla fine dell'anno scorso le banche svizzere amministravano denaro appartenente a clienti stranieri per 2050 miliardi, 270 dei quali di persone con residenza in Germania o Inghilterra: di questi circa il 60% non sarebbe dichiarato alle autorità tributarie. Dopo aver parlato con rappresentanti delle banche e specialisti del settore gli estensori della ricerca stimano che il 30% dei fondi neri lascerà la Svizzera.

Accordi fiscali di tenore analogo con altri stati potrebbero raddoppiare i deflussi e i mancati introiti, sottolinea Booz & Company. La conseguenza sarà un'accelerazione del processo di consolidamento nel settore dell'amministrazione patrimoniale.

Se a corto termine la piazza finanziaria dovrà sopportare costi, nel lungo periodo non mancano le opportunità: le intese in questione salvaguardano la sfera privata dei clienti e nelle attività bancarie transfrontaliere gli istituti svizzeri continuano ad avere un ruolo guida, sostiene il documento.

Secondo Andreas Lenzhofer, partner di Booz & Company e responsabile dello studio, le banche dovranno differenziare chiaramente la loro offerta, concentrandosi sui loro punti di forza e investendo nella consulenza: questo per offrire un valore aggiunto che possa andare oltre il bonus legato all'evasione fiscale. Si tratterà inoltre di puntare sui super-ricchi.

L'Associazione svizzera dei banchieri non ha voluto commentare i risultati della ricerca: l'organizzazione non dispone nemmeno di stime proprie riguardo all'impatto che gli accordi avranno sui conti di stranieri, ha indicato all'ats la portavoce Sindy Schmiegel.

Anche la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) rinuncia a prendere posizione sulle cifre concrete: secondo l'addetto stampa Mario Tuor può però essere confermato l'indirizzo generale della ricerca, che mette in luce come le novità fiscali comporteranno in un primo tempo deflussi, ma sul lungo termine contribuiranno ad aumentare l'attrattiva della piazza elvetica.

ATS

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