SEGNALACI mobile report
focus
Sostegno News
03.07.2015 - 11:030

Dalla Coppa Europa ai Mondiali: Adriano Petrino vola sull'acqua con il suo Fly Moth

Il 23enne ticinese gira il mondo alimentando la sua grande passione. Atleta e "meccanico": "Gara dopo gara l'imbarcazione va perfezionata per competere sempre ai massimi livelli"

LUGANO - Velocità, spettacolo e scenari da favola: il 23enne Adriano Petrino gira il mondo alimentando la sua grande passione, la vela e più precisamente il Fly Moth. In compagnia della sua barca monoposto, l’atleta ticinese ormai da qualche anno macina chilometri (16'000 solo nella scorsa stagione agonistica) partecipando alla Coppa Europa e agli annuali campionati del mondo con l’ambizione di scalare le classifiche di specialità.

La tua vita è un’avventura, come sei arrivato a praticare questo sport?

“Mi sono avvicinato alla vela all’età di 10 anni grazie al circolo velico di Lugano, poi una volta adulto c’è stato il salto di qualità: mi sono interessato al Fly Moth e sono entrato a far parte del circuito internazionale. Dal 2013 partecipo alla Coppa Europa che prevede gare in Inghilterra, Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Svezia, Italia e anche in Svizzera. Grazie ad alcuni sponsor, che ringrazio di cuore, posso contare su un budget sufficiente per far fronte alle spese e mi sono attrezzato con un furgone che è diventato anche la mia dimora nel periodo delle gare… ci sta un letto, una piccola cucina e tutto l’equipaggiamento per le competizioni”.

Non solo atleta, ma anche "meccanico", come funziona la preparazione della barca?

“All’inizio non è stato facile. Ho acquistato “Zaika” (l’imbarcazione, ndr) dall'Inghilterra ed era già settata per poter gareggiare, dopodiché ho dovuto imparare a smontarla e rimontarla alla perfezione, apportando anche le migliorie del caso. Ci sono dei criteri fissi da rispettare (3 metri e 35 di lunghezza, vela da 8 metri quadrati, ndr) ma per il resto ogni barca può essere personalizzata a piacimento. Le modifiche sono repentine, un po’ come nel rally o nella F1: dopo pochi mesi, o addirittura da una gara all’altra, il mezzo può diventare obsoleto”.

Successi e delusioni: sei soddisfatto dei risultati ottenuti?

“Sono una persona ambiziosa ma sono felice di quanto fatto finora. In Coppa Europa ho chiuso al quarto posto nel 2013 e al terzo nel 2014, anche quest’anno sono in corsa per un buon piazzamento. La delusione più grossa, con un finale agrodolce, l’ho vissuta agli scorsi Mondiali in Australia: a causa di un problema tecnico non mi sono qualificato all’atto conclusivo e ho perso la possibilità di lottare con i migliori. Sono stato escluso dalla ‘Gold Fleet Finals’ ma nella categoria ‘Silver’ ho chiuso in prima posizione su 76 concorrenti. Di solito quando le cose iniziano ad andare male è difficile reagire, in quella situazione invece ho saputo risollevarmi e di questo sono molto orgoglioso".

Fino a che età si può praticare il Fly Moth ad alto livello?

"In realtà io sono uno dei più giovani atleti in gara, la media solitamente è superiore ai 30 anni. Personalmente ho già visto anche dei 50enni praticare questo sport a livelli altissimi, in quei casi però serve un allenamento fisico costante e meticoloso".

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

“Sportivamente punto sempre a migliorarmi, voglio fare bene ai Mondiali 2016 in Giappone e poi chissà… un giorno magari partecipare alle olimpiadi. Attualmente il Fly Moth non è disciplina Olimpica, ma nel 2020 potrebbe diventarlo”, ha concluso Adriano Petrino.

Potrebbe interessarti anche
Tags
fly moth
moth
fly
coppa
coppa europa
europa
petrino
adriano
adriano petrino
mondiali
ULTIME NOTIZIE TIO
Copyright © 1997-2018 Ticinonline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES - ENERGIA SOLARE

Ultimo aggiornamento: 2018-01-23 09:16:58 | 91.208.130.86