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Foto: Felix Brodmann
Sostegno News
13.03.2015 - 17:120

Un cuscino per la campagna #piùitaliano

Più italiano tra i dirigenti dell'Amministrazione federale. Centinaia di cuscini per sensibilizzare l'uso della nostra lingua oltre Gottardo

BERNA - Un cuscino, e un invito chiaro e diretto: "+ posto per l'italiano". Un cuscino partito dal Ticino che è arrivato oggi a Berna. A portarli nella capitale è stata Nicoletta Mariolini, Delegata federale al plurilinguismo, che ha aderito alla campagna #piùitaliano dell’USI, distribuendo una serie di cuscini ai partecipanti dei corsi d’italiano. Si tratta di funzionari dei vari dipartimenti della Confederazione che hanno accettato di studiare l'italiano e acquisire soprattutto una comprensione passiva della nostra lingua. 

Lo spirito di #piùitaliano, campagna lanciata dall’USI a inizio mese sui social media e che vede protagonista un cuscino rosso e bianco come la nostra bandiera, riunirà volti, storie, luoghi e iniziative che racconteranno di come il plurilinguismo sia un patrimonio della Svizzera intera e una pietra miliare della nostra identità. Con questa iniziativa l'USI continua a offrire il suo contributo - anche simbolico - a favore della lingua e della cultura italiana in Svizzera, nel contesto di un impegno che si svolge su diversi fronti, dalle attività dell'Istituto di studi italiani (ISI) alle iniziative "più italiano" fino alla partecipazione al Forum per l'italiano in Svizzera, passando per i corsi gratuiti per gli studenti dell'USI.

Perchè proprio un cuscino? Lo abbiamo chiesto a Nicole Bandion, responsabile iniziative #piùitaliano: "Il cuscino faceva parte dell'allestimento di una delle nostre iniziative oltralpe '+ identità: Settimana della Svizzera italiana' ed è diventato una mascotte un po' per caso, grazie all'Intergruppo parlamentare Italianità che l'ha voluto regalare ai suoi 70 membri per Natale. Da lì ha iniziato a girare la Svizzera e a farsi fotografare con persone e personalità che credono in #più italiano, regalando così un spazio anche visivo alla causa. Ora grazie all'impegno della Sig.ra Mariolini, Delegata federale al plurilinguismo, ha acquisito un ulteriore spazio a Berna, presso quelli che seguono i corsi d'italiano della Confederazione e che credono in una Berna federale in cui ognuno si può esprimere liberamente nella propria lingua madre ed essere capito. La campagna #piùitaliano permette di far conoscere chi s'impegna per la rivalorizzazione della lingua e cultura della Svizzera italiana oltralpe e di raccontare delle storie personali, sui legami che le persone interpellate intrattengono con l'italiano. Personaggi e storie da scoprire nelle prossime settimane sui social media e il sito www.piuitaliano.usi.ch."

Perché ha deciso di aderire alla campagna #piùitaliano?

"I motivi sono principalmente due: il primo riguarda il manuale chiamato "Capito". Un prodotto concepito, tra gli altri, dall'Osservatorio linguistico della Svizzera italiana che ha lo scopo di una maggiore sensibilizzazione a favore della lingua italiana e della Svizzera italiana. Il secondo riguarda l'unione di forze con l'Università della Svizzera italiana sfociata in una campagna volta a rafforzare la consapevolezza della presenza dell'identità della Svizzera italiana, anche nell'Amministrazione federale".

Dove dovrebbe secondo lei essere distribuito anche il cuscino, oltre all'Amministrazione federale?

"La distribuzione del cuscino deve andare di pari passo con delle azioni molto concrete ed essere un veicolo d'informazione e di sensibilizzazione, a partire dal Parlamento. La sensibilizzazione deve essere concretizzata attraverso i quadri dirigenti dell'amministrazione federale".

Secondo lei in che stato di salute è l'italiano al di là del Gottardo?

"Posso dire che nell'Amministrazione federale, nonostante la buona presenza di italofoni, la salute dell'italiano attivo è un po' precaria. Dobbiamo lavorare per fare in modo che lingua e rappresentanza siano rafforzate".

La politica cosa dovrebbe fare per portare lo studio dell'italiano nelle scuole dell'obbligo negli altri cantoni?

"Il Consiglio federale ha già fatto delle proposte al Parlamento che prevedono misure concrete, volte a rafforzare l'italiano al di fuori della Svizzera italiana e a favorire gli scambi linguistici. A livello cantonale sono tuttavia i Cantoni ad avere la competenza determinante nell'ambito dell'insegnamento delle lingue nazionali. Sin dalla scuola elementare. Il risultato di domenica nel canton Nidvaldo è incoraggiante per il nostro lavoro per il plurilinguismo. Tutte queste azioni rafforzano la competenza linguistica generale degli Svizzeri. E se ciò avviene, di conseguenza ci sarà più italiano all'Amministrazione federale".

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