MENDRISIO
14.10.2014 - 15:070
Aggiornamento : 20.11.2014 - 21:59

Invalidi in Italia, ma attivi in Ticino: "Truffa con revoca immediata del permesso G?"

MENDRISIO - I frontalieri "non vedenti" in Italia, ma normalmente attivi lavorativamente (senza handicap alcuno), in Ticino non hanno tardato a provocare indignazione. Tra coloro che non hanno mandato giù la “ladruncolata” smascherata dalla Guardia di Finanza di Luino, c'è il granconsigliere Massimiliano Robbiani.

 

"Non sarà un caso isolato e non saranno neppure solamente in 18 su 62000 frontalieri che lavorano in Ticino che usano questo espediente per poter prendersi, non una, ma bensì, due mensilità!", scrive il deputato leghista in un'interrogazione al Consiglio di Stato. "Questa truffa appena venuta alla luce deve comunque far riflettere le nostre autorità. Autorità ticinesi che dovrebbero controllare a tappeto tutti gli incarti dei frontalieri. In primis se in Italia recepiscono qualche indennità da parte dello Stato".

 

Al Consiglio di Stato vengono posti i seguenti interrogativi:

• Quanti casi all’anno vengono alla luce di frontalieri che, pur lavorando in Ticino, in Italia recepiscono un indennità assistenziale?

• A queste persone viene revocato subito il permesso G? Se no, perché?

• Quali controlli vengono effettuati da parte delle nostre autorità prima di rilasciare un permesso G, affinché si possa constatare se il frontaliero di turno non abbia una rendita assistenziale nel suo paese d’origine?

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