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"Libera circolazione più tesa in Ticino, ma va tutto bene"

Schneider-Ammann risponde a una interrogazione di Marina Carobbio
Foto Ti Press
"Libera circolazione più tesa in Ticino, ma va tutto bene"
Schneider-Ammann risponde a una interrogazione di Marina Carobbio
BERNA - La libera circolazione delle persone ha ampiamente contribuito alla crescita dell'economia e dell'impiego in Svizzera. È quanto ha ribadito oggi il consigliere federale Schneider-Ammann a una domanda della consigliera nazi...

BERNA - La libera circolazione delle persone ha ampiamente contribuito alla crescita dell'economia e dell'impiego in Svizzera. È quanto ha ribadito oggi il consigliere federale Schneider-Ammann a una domanda della consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI). La consigliera ticinese aveva chiesto al governo di prendere posizione sul recente rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sulla libera circolazione.

Secondo Marina Carobbio, il sistema di analisi della SECO non distingue sufficientemente i settori lavorativi e non tiene conto delle differenze regionali, in particolare delle regioni di frontiera, dove il dumping salariale e l'effetto di sostituzione dei lavoratori indigeni è evidente.

 

Il ministro dell'economia non ha nascosto che vi siano anche effetti negativi della libera circolazione. Tuttavia, in collaborazione con i cantoni e le parti sociali, il governo si adopera affinché i problemi siano risolti tramite misure di accompagnamento efficaci.

 

Per quanto riguarda la pressione verso il basso sui salari e l'effetto di sostituzione sui lavoratori indigeni, Schneider-Ammann ha ammesso che la situazione nelle regioni frontaliere è più tesa. Tuttavia, studi alla mano, essa non si discosta molto da quella degli altri cantoni. Il governo è pertanto in contatto con le autorità cantonali per trovare soluzioni adeguate.

 

Alla domanda di Marina Carobbio, se il Consiglio federale sia disposto ad analizzare la situazione delle regioni di confine in maniera più approfondita, il ministro dell'economia ha risposto che nel rapporto si è osservata anche la situazione delle regioni più "critiche", come il Ticino. Schneider-Ammann ha inoltre aggiunto che negli ultimi mesi i controlli sono aumentati nelle zone più vicine alla frontiera.

 

ATS

 

 

 

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