TICINO
14.11.2012 - 14:430
Aggiornamento : 23.11.2014 - 06:40

Votazioni federali, le raccomandazioni dei giovani UDC

Il comitato cantonale dei giovani UDC si è riunito ieri nella sua riunione mensile. Al centro del dibattito la votazione del 25 novembre e la situazione al liceo di Lugano.

BELLINZONA - Il comitato cantonale dei giovani UDC si è riunito ieri nella sua riunione mensile. Al centro del dibattito la votazione del 25 novembre e la situazione al liceo di Lugano.

In merito alla votazione del 25 novembre, il Comitato Cantonale ha deciso all'unanimità di respingere la legge sulle epizoozie e la nuova Legge sulle epidemie.

Per quanto riguarda la legge sulle epizoozie, con questa revisione "si assiste per l'ennesima volta alla volontà di concentrare dei poteri nelle mani della Confederazione, spalancando per di più la porta ad accordi internazionali che minerebbero la nostra sovranità. La Svizzera si troverebbe obbligata a recepire il diritto internazionale e ad applicare decisioni di organismi internazionali senza alcuna voce in capitolo".

Sul referendum in corso contro la modifica della Legge sulle epidemie, il comitato dei Giovani UDC ritiene che "questa revisione va ben oltre il suo obiettivo, ovvero quello di impedire la diffusione di malattie trasmissibili: essa fungerà da base legale per centralizzare l'obbligo di vaccinazione e per schedare la popolazione svizzera; aprirà inoltre le porte ai corsi di educazione sessuale a partire dai 4 anni d'età.

Durante la riunione i Giovani UDC Ticino hanno manifestato la loro perplessità sul silenzio del DECS in merito all’istanza d’intervento contro le decisioni del Liceo di Lugano 1 di sospendere le gite culturali e della Scuola media di Viganello di sospendere gli incontri con i genitori. L’istanza d’intervento fa seguito al ricorso presentato e giudicato irricevibile. "Ci auguriamo pertanto - si legge nella nota - che il DECS entri presto in materia, intervenendo presso i Collegi docenti interessati per annullare le decisioni che danneggiano unicamente gli allievi. In caso contrario, il silenzio potrebbe essere interpretato quale inquietante segno di complicità".


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