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CANTONE
27.08.2020 - 16:030

«La crisi del coronavirus colpisce le donne»

Scatta l'interrogazione al Governo: «La disoccupazione aumenta solo per loro?»

BELLINZONA - «Il peso della crisi dovuta al coronavirus è in gran parte sulle spalle delle donne». A sostenerlo è un'interrogazione firmata da Gina La Mantia, sottoscritta da diversi altri deputati ticinesi, è rivolta al Governo. 

«Erano le donne - si legge nell'atto parlamentare - in prima linea a far andare avanti le attività fondamentali durante il periodo del confinamento, ed erano maggiormente le donne a dover continuare il lavoro di cura retribuito e non retribuito, spesso in condizioni difficoltose, mettendo a rischio la propria salute«. «Erano anche molte donne - si prosegue ancora - impiegate nei supermercati e negozi di alimentari che si dovevano esporre alla clientela, e molte madri che da un giorno all’altro si sono ritrovate a dover gestire i figli a casa, sorvegliare le loro lezioni a distanza, lavorando a contempo loro stesse in modalità telelavoro».

In questa crisi, insomma, le donne hanno svolto - e svolgono tuttora - lavori fondamentali per la società tutta. «Allo stesso tempo, ancora oggi - prosegue l'interrogazione - , a 39 anni dall’introduzione dell’articolo costituzionale sulla parità, le donne guadagnano quasi il 20% meno degli uomini. Uno scarto salariale di cui l’8% viene considerato “non spiegabile”, cioè non dovuto a criteri quali carriera, formazione ed esperienza lavorativa, e quindi puramente discriminatorio. Peggio ancora il 12% di disparità salariale legata a scelte professionali “tipicamente femminili” che rispecchia una mancata riconoscenza per il lavoro femminile, come ad esempio nei settori della cura, dell’educazione o della vendita al dettaglio. A questo quadro fosco si aggiunge una particolare fragilità del mercato di lavoro ticinese e gli impieghi precari, purtroppo tipici del lavoro femminile».

I recenti dati dell’Ufficio federale di statistica non rassicurano: il calo dell’occupazione in Ticino legato al coronavirus, più marcato in Ticino rispetto al resto della Svizzera, sarebbe principalmente a carico delle donne. «Assistiamo - conclude La Mantia - a un aumento della disoccupazione femminile nel secondo trimestre 2020 del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre per gli uomini non c’è nessun aumento: uno scarto fra i generi molto elevato nel nostro Cantone, del tutto assente a livello nazionale».

Qui di seguito le domande poste al Governo:

  • In quali settori economici è calata l’occupazione in Ticino nel secondo trimestre del 2020?
  • Come e con quali strumenti e tempistiche intende attivarsi il Consiglio di Stato per migliorare l’accesso al mercato del lavoro, le condizioni di lavoro e i salari delle donne nel nostro Cantone?
  • Come intende il Consiglio di Stato coinvolgere i Comuni, che oggi procedono in ordine sparso, nel processo di far progredire la parità di genere in Ticino?
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