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CANTONEGestione dell'acqua, otto diverse Leggi in una sola

20.02.20 - 15:19
Obbiettivo: armonizzare gli interventi che riguardano l'utilizzo e lo smaltimento
Ti Press
Gestione dell'acqua, otto diverse Leggi in una sola
Obbiettivo: armonizzare gli interventi che riguardano l'utilizzo e lo smaltimento

BELLINZONA - Coordinare e armonizzare ogni intervento riguardante la protezione delle acque, il suo utilizzo e la protezione dai pericoli che essa può generare. È questo l'obiettivo della nuova Legge sulla gestione delle acque, il cui messaggio è stato licenziato oggi dal Consiglio di Stato.

Le norme che disciplinano l’utilizzo e lo smaltimento delle acque sono attualmente distribuite in una moltitudine di Leggi adottate sull’arco di oltre mezzo secolo. Il quadro giuridico che ne risulta, desueto e frammentato, ostacola il coordinamento delle attività legate alla gestione delle acque e rende sempre più difficile l’attuazione di un’efficace politica in materia. 

Con la nuova Legge, il Governo intende anzitutto attuare un importante riordino e una semplificazione normativa. Dagli oltre 500 articoli previsti in otto diverse Leggi cantonali si passa a una sola Legge composta da un centinaio di articoli.  

L’operazione permette inoltre di recepire e concretizzare a livello cantonale il cosiddetto principio della gestione integrata, che impone il più ampio coordinamento degli obiettivi e delle attività concernenti l’acqua, nel rispetto del territorio in cui si trova e del suo ciclo naturale.  

La nuova normativa consente infine di aggiornare la terminologia, correggere alcune regole di difficile applicazione e adattare gli strumenti di gestione delle acque alle attuali esigenze dei vari soggetti responsabili.

Le principali novità sono:  

    • l’istituzione di un nuovo strumento cantonale denominato Piano cantonale della gestione delle acque, volto a definire gli indirizzi e i piani d’azione della gestione delle acque in modo coordinato con le altre politiche settoriali;
    • la definizione di norme che permettono di ampliare la valenza degli strumenti comunali di gestione delle acque a livello regionale o a scala di bacino idrografico;   
    • la fissazione di condizioni e criteri per lo sfruttamento termico delle acque e della geotermia;
    • l’allineamento delle norme sul finanziamento della costruzione delle opere di smaltimento, di approvvigionamento idrico e di sistemazione e rivitalizzazione dei corsi d’acqua;
    • la semplificazione del sistema di finanziamento dei costi di esercizio degli impianti di smaltimento delle acque, mediante l’abrogazione delle vigenti tasse di allacciamento e tasse d’uso e la loro sostituzione con un’unica tassa di utilizzo degli impianti;
    • la ripresa a livello cantonale di norme sui deflussi minimi da rispettare in caso di prelievi per lo sfruttamento della forza idrica;
    • la codificazione dei criteri di intervento per la sistemazione dei corpi d’acqua, la protezione dai pericoli e le rivitalizzazioni;
    • il chiarimento dei compiti dei vari soggetti attivi nella gestione delle acque, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di equivalenza fiscale.
COMMENTI
 
Nmemo 2 anni fa su tio
Sarà anche buona cosa raggruppare le leggi che disciplinano la materia delle acque. A poco serve quando la politica si fa tirare per la giacchetta per sfasciare il diritto e per concedere l’utilizzazione delle acque per l’inutile e non approvabile acquedotto di valle Morobbia, che peraltro resta a secco per 90 giorni consecutivi in caso di siccità, con lo sperpero di 17 milioni di franchi.
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