Tipress
CANTONE
09.02.2020 - 13:550
Aggiornamento : 16:39

Legittima difesa bocciata al fotofinish

È invece stata accettata con il 53,1% dei voti la modifica della costituzione cantonale che propone l'introduzione del principio di sussidiarietà

BELLINZONA - Dopo aver scrutinato i 115 comuni, i risultati sono definitivi: il Ticino ha detto sì al principio della sussidiarietà nella Costituzione, e ha invece bocciato l'iniziativa popolare "Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi". 

Tiratissimo fino all'ultimo voto il risultato sulla legittima difesa che è stata respinta praticamente al fotofinish: i contrari all'iniziativa alla fine l'hanno spuntata con il 50.3% dei voti. Mentre i favorevoli si sono fermati al 49.7%. È invece stata accettata con il 53,1% dei voti la modifica della costituzione cantonale che propone l'introduzione del principio di sussidiarietà. 

In totale la partecipazione al voto è stata del 37.9%. 

La reazione del Governo - Il Governo ha preso atto «con soddisfazione» dei risultati emersi dalle urne sui due temi cantonali in votazione. Il popolo ticinese ha infatti deciso di seguire le indicazioni di voto proposte - nelle scorse settimane - dal Consiglio di Stato. Per quanto riguarda il tema della sussidiarietà nella Costituzione cantonale, il Governo ritiene che «questo passo formale, già compiuto dalla Confederazione nel 2004, permetterà di riconoscere esplicitamente uno dei principi fondamentali alla base della ripartizione dei compiti all’interno del nostro Stato federale». Passando alla legittima difesa - tema respinto in passato sia dal Governo che dal Parlamento cantonale - il Consiglio di Stato ricorda come il sistema attuale già preveda «un’indennità per le spese sostenute in caso di assoluzione o di proscioglimento», precisando inoltre che «l’assistenza giudiziaria copre le spese legali e procedurali di chi si trova in una situazione finanziaria precaria». «La soluzione di rimborso proposta dall'iniziativa - continua il Governo in una nota - avrebbe per contro creato una disparità di trattamento nei confronti di chi è processato e assolto, e non avrebbe goduto di alcuna indennità». Il Consiglio di Stato ritiene infine che, da un punto di vista pratico, la legge proposta dagli iniziativisti avrebbe «potuto legittimare comportamenti violenti» e «incentivare i cittadini a farsi giustizia da sé, con un ricorso accresciuto alle armi».

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-02-29 15:04:49 | 91.208.130.86