Keystone / Tipress
Il mancato accordo è già stato oggetto di numerosi atti parlamentari di UDC e Lega dei Ticinesi, che chiedevano il congelamento dei ristorni da versare all'Italia. L'ultima mozione di Galeazzi (n° 1452) risale al 10 dicembre scorso.
CANTONE
17.01.2020 - 12:560
Aggiornamento : 13:16

Frontalierexit: «La SUPSI non era in grado di farlo?»

Tiziano Galeazzi (primo firmatario) interroga il Consiglio di Stato sul mandato conferito all'Università di Lucerna

LUGANO - Lo studio su un’eventuale disdetta unilaterale dell’accordo sui frontalieri - già ribattezzata “frontalierexit” - commissionato dal Governo ticinese non poteva essere svolto in un ateneo ticinese? A chiederlo è Tiziano Galeazzi (primo firmatario a nome del gruppo UDC), che ha interrogato in merito l’Esecutivo cantonale, chiedendo quali siano le ragioni che lo hanno spinto a rivolgersi oltre Gottardo.

Che si debba iniziare a studiare altre ipotesi oltre l’accordo è «comprensibile» scrive il deputato UDC, sottolineando che l’Italia in cinque anni «non ha mai preso seriamente in considerazione la firma» della nuova intesa sui frontalieri, parafata nel dicembre del 2015. La decisione di chiedere aiuto all’Università di Lucerna ha lasciato però «incredulo» il gruppo parlamentare.

«Perché questo studio non è stato commissionato direttamente a personalità competenti e riconosciute domiciliate in Ticino oppure al Centro competenze tributarie?», chiede in particolare Galeazzi, invitando al Governo a indicare a quanto ammonta l’importo del mandato pattuito con l’ateneo lucernese.

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