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CANTONE
11.12.2019 - 15:250
Aggiornamento : 15:59

Pronzini sbotta contro Gobbi: «Non si permetta di paragonarmi alla Stasi»

«Ribadisco a tutti di rimanere nei limiti del rispetto delle persone», ha detto Claudio Franscella rivolgendosi a entrambi e all'aula

BELLINZONA - Si sono alzati un po' i toni nel terzo pomeriggio di Gran Consiglio, oggi a Bellinzona. La discussione sull'emendamento presentato dall'Mps per la riduzione delle spese di rappresentanza, nell'ambito del preventivo, si è accesa con un botta e risposta tra Matteo Pronzini e Norman Gobbi.

Il deputato Mps ha iniziato ribadendo come due Dipartimenti abbiano delle spese a bilancio molto più alte rispetto agli altri tre. «Magari sotto Natale si potrebbe mandare un unico biglietto di auguri da parte dell'intero Governo - ha ironizzato -, anziché uno per ogni consigliere di Stato. Anche se io da Zali non l'ho mai ricevuto e sarebbe comunque finito nella carta».

Nella sua risposta, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito che «ci sono cose che sono state riorganizzate e alcune spese sono state centralizzate in due voci anziché in mille», con la conseguenza che i costi risultano più alti. «Se poi per decisione politica si vuole abbassare la voce delle spese di rappresentanza - ha aggiunto -, nell’ambito dell’organizzazione di eventi bisognerà contare su sponsorizzazioni esterne. Ma poi ci si espone a critiche rispetto all’uso di soldi pubblici».

Il botta e risposta tra Matteo Pronzini e Norman Gobbi si è però acceso quando il consigliere di Stato ha criticato la necessità di prevedere dei controlli su tutto (riallacciandosi anche alla discussione sull'emendamento precedente relativo a un Controllo cantonale in materia sanitaria). «Non mi sembra che il Dipartimento io non ce l’abbia sotto controllo o il lavoro svolto non sia lo stesso che negli altri (nonostante le spese di rappresentanza a preventivo siano più alte, ndr.). Se bisogna mettere su tutto e tutti i controllori come allo Stasi, molto caro ad alcune aree politiche…». Una frecciatina non apprezzata da Pronzini e che ha portato all'intervento del presidente del Gran Consiglio, che ha invitato entrambi - e tutti in aula - a «rimanere nei limiti del rispetto delle persone».

La discussione è stata chiusa dal deputato Mps: «Non si permetta più di paragonarmi a regimi che molto probabilmente sono più vicini alle sue idee politiche. Quando era al liceo al posto di andare in giro con certe cose era meglio che studiava di più la storia».

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