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19.11.2019 - 14:120

«Mikron? La loro è irresponsabilità sociale»

L'MPS punta il dito contro il Cantone definendolo complice dei licenziamenti «con la sua politica di sgravi fiscali»

LUGANO - Punta il dito contro il Cantone l'MPS, definendolo - in un'interpellanza sottoscritta dai deputati Arigoni/Lepori/Pronzini - «complice con la sua politica di sgravi fiscali» dei «colpi di licenziamenti» "esplosi" dalle aziende ticinesi ai danni dei propri dipendenti.

Il caso a cui viene fatto riferimento è quello della Mikron che, proprio oggi, ha annunciato la soppressione di circa 25 posti di lavoro ad Agno (pari a circa il 7% della manodopera occupata). Questo dopo aver annunciato (e forse ottenuto) il ricorso alla disoccupazione parziale.

«Una simile decisione - sottolinea il gruppo MPS-POP-Indipendenti -, oltre che uno schiaffo al governo e ai partiti maggiori così comprensivi e positivi verso le aziende e il loro “contributo” allo sviluppo dell’economia cantonale, mostra di quale pasta siano fatte queste aziende. Che non sono nemmeno sfiorate dal ridicolo quando, come fa Mikron nel suo comunicato di annuncio dei licenziamenti, promette che attuerà la riduzione del personale in modo “socialmente responsabile”. Come se licenziare il 7% del proprio personale non comporti alcuna irresponsabilità sociale».

D’altronde per l'MPS questi licenziamenti erano nell'aria. «Poche settimane fa, proprio intervenendo sulla riforma fiscale, avevamo attirato l’attenzione su questo aspetto (aziende che fanno profitti, licenziano e incassano sgravi fiscali) portano alcuni esempi di aziende: avevamo fatto allusione al gruppo Swatch e proprio alla Mikron. Osservazioni e appelli rimasti inascoltati dal governo».

All'attenzione del Consiglio di Stato viene portato il comunicato sull’esercizio 2018 del gruppo Mikron, nel quale si vantava un fatturato annuo di 314,7 milioni di franchi. «Di fronte a tanta grazia, c’è da chiedersi legittimamente se questo ricorso alla disoccupazione parziale non sia sostanzialmente fatto per mantenere un tasso di redditività elevato anche nel 2019, accollandone il carico ai lavoratori (che subiranno comunque una riduzione dei salari) e alla cassa disoccupati (in parte pagata dai lavoratori)».

Alla luce di queste considerazioni al Governo l'MPS pone i seguenti interrogativi:

1. La Mikron ha effettivamente beneficiato di indennità per lavoro ridotto negli ultimi due anni?

2. Se sì, quali sono state le motivazioni che hanno convinto l’Ufficio del Lavoro ad autorizzare il ricorso al lavoro ridotto? E In che misure quelle motivazioni vengono oggi smentite dalla decisione annunciata dall’azienda?

3. A quanto ammontano le indennità per lavoro ridotto versate alla Mikron?

4. Intende il governo, attraverso i suoi organismi, intervenire in un vicenda nella quale appare evidente che la Mikron antepone chiaramente i propri obiettivi di redditività alla sua tanto declamata “funzione sociale” quale imprenditore?

5. Non pensa il governo che sarebbe utile, in nome della trasparenza sempre declamata e della possibilità di verificare gli obiettivi annunciati dalla riforma fiscale, rendere noto quale è il contributo fiscale della Mikron e quali saranno i vantaggi presumibili per questa azienda dalla riforma fiscale qualora essa dovesse entrare in vigore?

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