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LUGANO
05.11.2019 - 16:020

Congedo per assistenza contro le discriminazioni

Con una mozione Raoul Ghisletta e cofirmatari chiedono al Municipio di introdurre nel ROD norme specifiche che promuovano una migliore conciliabilità lavoro-famiglia

LUGANO - La cura di familiari - figli, coniuge o partner - costituisce un obbligo legale. Per promuovere una migliore conciliabilità lavoro-famiglia, nell’interesse della comunità e conformemente agli obiettivi di politica federale e cantonale, una mozione chiede alla Città di Lugano di introdurre norme specifiche per le collaboratrici e i collaboratori comunali nel Regolamento organico (ROD).

Il 15 luglio 2019 Raoul Ghisletta e confirmatari hanno chiesto al Municipio di Lugano come intende garantire la parità di trattamento, dato che in caso di malattia del figlio la/il dipendente degli Istituti sociali comunali - a differenza degli altri dipendenti di Lugano - non riceve mai congedo pagato, nemmeno se presenta il certificato medico del figlio ammalato. Il Municipio ha risposto, tra le altre cose, che la presenza di un’alta percentuale di collaboratori impiegati a tempo parziale distingue la gestione della problematica negli Istituti sociali comunali. Il 74.2% dei dipendenti sono donne e il 28.8% lavora a tempo parziale (1.7% meno del 50%; 27.7% tra il 50 e l’80%). Ma per Raoul Ghisletta e i cofirmatari di una mozione, il fatto di motivare la mancata concessione di congedi in caso di malattia del figlio negli Istituti sociali comunali con l’alta percentuale di tempi parziali «è indice di una potenziale discriminazione delle dipendenti in base al sesso».

La mozione presentata all’Esecutivo cittadino domanda pertanto di introdurre nel ROD un congedo pagato di cinque giorni in caso di decesso del coniuge, del partner registrato, del convivente, di un figlio o di un genitore; del tempo necessario per le prime cure e l’organizzazione delle cure successive fino a un massimo di tre giorni lavorativi, previa presentazione del certificato medico, per malattia o infortunio di un figlio sotto i 15 anni; fino a 10 giorni per patologie gravi che richiedono ricoveri ospedalieri o terapie salvavita concernenti il coniuge, il partner registrato, il convivente, un figlio o un genitore, con la presentazione del certificato medico.

La mozione è firmata da Raoul Ghisletta (PS), Simona Buri (PS), Edoardo Cappelletti (PC), Nina Pusterla (PS), Carlo Zoppi (PS), Danilo Baratti (Verdi), Tessa Prati (PS), Antonio Bassi (PS).

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