CANTONE
20.10.2019 - 21:300

«Un risultato storico, un terremoto politico»

La scelta di proporre una lista comune ha pagato, eccome. Verdi e Sinistra alternativa sono al settimo cielo per la conquista di un seggio al Nazionale

BELLINZONA - C'è estrema soddisfazione tra le fila di Verdi e Sinistra alternativa (Verdi del Ticino, Partito Comunista e ForumAlternativo), insieme alle lista sotto-congiunte (Giovani Verdi, Partito Operaio e Popolare e lista Donne), per il seggio conquistato al Consiglio nazionale da Greta Gysin. 

«Oggi il Ticino festeggia un risultato storico, anzi un terremoto politico», si legge in una nota stampa. Il raddoppio dell’area progressista permette infatti di avere una deputazione ticinese «più equilibrata e rappresentativa di tutte le sensibilità politiche», che si batterà per la protezione del clima, la difesa di salari dignitosi, la lotta all’aumento dei premi della cassa malati, il rafforzamento dell’AVS e l’opposizione a questo accordo quadro.

L'unione fa la forza - La lista comune «Verdi e Sinistra alternativa», con il suo 11.17% a cui si aggiungono le percentuali delle liste sotto congiunte (totale della coalizione 13.9%) è andata ben al di là dei risultati abituali delle sue singole componenti. La percentuale ottenuta è stata quasi triplicata rispetto a quanto fecero quattro anni fa Verdi del Ticino, Partito Comunista e POP, allora in corsa solitaria (4,85% in totale): «Ciò dimostra la bontà della scelta di presentarsi con una lista comune».

Franco Cavalli, il regista - Nella presa di posizione della coalizione si fanno poi i ringraziamenti di rito a tutte le candidate e tutti i candidati che si sono messi. Ma un ringraziamento particolare viene riservato a Franco Cavalli, vero ideatore di questa lista comune: «Franco e tutti gli altri candidati hanno dimostrato ancora una volta tutte le loro qualità e hanno contribuito in maniera decisiva all’ottenimento del seggio».

Nessun ballottaggio per Gysin - Anche nella corsa al Consiglio degli Stati Greta Gysin ha ottenuto un «buon risultato». Ma conformemente agli accordi presi, Gysin rinuncerà a presentarsi al secondo turno. «Il pieno sostegno di Verdi e Sinistra alternativa va a Marina Carobbio, unica ambientalista tra i candidati del secondo turno. Con la sua grande esperienza e la sua sensibilità,  ha tutte le carte per ottenere lo storico primo seggio femminile per il Ticino alla camera alta».

Dopo la rinuncia di Battista Ghiggia, saranno quindi verosimilmente in quattro a giocarsi i due posti agli Stati: Filippo Lombardi (PPD), Marco Chiesa (UDC), Giovanni Merlini (PLR) e Marina Carobbio (PS). 

 

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