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CANTONE / CONFINE
10.10.2019 - 17:150
Aggiornamento : 17:56

All'incontro italo-svizzero i ristorni trattenuti

Trattenuti 3'822'510.32 franchi per la situazione debitoria di Campione d'Italia, però «estranea alla competenza delle rappresentanze nazionali intervenute». Sono 61'846 i frontalieri italiani

DOMODOSSOLA - Si è tenuta oggi, a Domodossola, l’annuale riunione bilaterale prevista dall’articolo 5 dell’Accordo italo/svizzero del 1974 sull’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri italiani e sulla relativa compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine.

Da parte sua la Delegazione svizzera ha comunicato che l’importo di ristorni riconosciuti per l’anno 2018 ammonta a 84'337'621.37 franchi, di cui è già stato effettuato il relativo versamento ad eccezione del Cantone Ticino che ha provveduto a trattenere la somma di 3'822'510.32 franchi per - come riferisce il DFE - «motivi estranei alla competenza delle rappresentanze nazionali intervenute». Cifra che corrisponde alla situazione debitoria del Comune di Campione d’Italia nei confronti di vari enti pubblici e semi pubblici del Cantone Ticino. Ha inoltre fornito i dati statistici relativi al numero dei frontalieri italiani che operano nei Cantoni interessati dall’accordo, pari a 61’846.

La Delegazione italiana ha illustrato la ripartizione – tra gli enti locali interessati – delle somme ristornate per l’anno 2017, informando in merito alle opere realizzate ed in fase di progettazione.

La Delegazione italiana era guidata dal Dott. Emanuele Barone Ricciardelli (Dirigente della Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Ministero delle finanze) e al suo interno vi erano i rappresentanti delle Regioni Piemonte, della Regione Lombardia, della Comunità Montana delle Valli dell'Ossola, della Provincia Autonoma di Bolzano, del Consorzio dei Comuni di frontiera e della Comunità Comprensoriale Val Venosta. La Delegazione Svizzera, coordinata dal Direttore della Divisione delle contribuzioni, Lino Ramelli, era invece costituita dai rappresentanti delle Amministrazioni delle contribuzioni dei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali e del Dipartimento Federale degli Affari Esteri.

I lavori, così come le tematiche trattate, hanno permesso di verificare l’importanza di tale accordo, sia per le zone frontaliere che per l’economia svizzera; inoltre, sono stati discussi alcuni problemi pratici d'applicazione dell'accordo.

 

 

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