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CANTONE
08.10.2019 - 11:470

Cure dentarie, gli iniziativisti respingono la proposta di De Rosa

Il comitato «auspica che il Gran Consiglio formuli un controprogetto accettabile». In caso contrario «è pronto ad affrontare il dibattito pubblico e la relativa votazione»

BELLINZONA - Tra le trattande “ereditate” da Raffaele De Rosa c’è l’iniziativa popolare “Per il rimborso delle cure dentarie” che nel 2015 aveva raccolto oltre 8’000 firme. Il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità ha inoltrato al comitato di iniziativa la sua proposta, che è stata però respinta.

Nel dettaglio, gli iniziativisti chiedevano al Gran Consiglio di varare una riforma legislativa che «istituisse un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie di base a beneficio delle persone residenti in Ticino». In particolare, il finanziamento avrebbe dovuto essere garantito tramite «un contributo speciale aggiuntivo a carico dei lavoratori e dei loro datori di lavoro» sul modello di quello per l’AVS e (per pensionati e disoccupati) «tramite un contributo dello Stato».

L’iniziativa - che domandava la creazione in Ticino di un’assicurazione obbligatoria che coprisse le spese delle cure dentarie di base, che investisse nella profilassi e creasse policliniche dentarie - è stata il frutto della collaborazione tra diverse organizzazioni della sinistra, nata da un’idea del Forum Alternativo, del partito socialista e del sindacato UNIA che ha poi raccolto l’adesione dell’MPS, del POP e di altre forze sindacali.

De Rosa ha inoltrato al comitato di iniziativa la sua proposta (che riprende quella del predecessore Beltraminelli): l’offerta di una consultazione unica di tipo profilattico e solo minimamente terapeutica, limitata inoltre a coloro che ricevono i sussidi per coprire i premi di cassa malati. Il costo di questa operazione, stimata attorno ai 6-8 milioni, sarebbe stato dedotto da quei 15 milioni per spese sociali previsti come compensazione nel progetto di sgravi fiscali recentemente presentato da Vitta. De Rosa chiedeva inoltre la garanzia che l’iniziativa sarebbe stata sicuramente ritirata, se questa proposta fosse stata accettata.

Il comitato dell’iniziativa ha respinto in questi giorni la proposta del Consigliere di Stato - si legge in una nota firmata da Franco Cavalli (ForumAlternativo), Fabrizio Sirica (PS) e Graziano Pestoni (UNIA) - «sia perché questa è molto inferiore a quanto chiede l’iniziativa popolare (e in particolare il ceto medio non avrebbe per niente approfittato), ma anche perché qualora il piano Vitta fosse malauguratamente accettato, la somma destinata alla visita profilattica dentaria sarebbe stata detratta dalle risorse che di per sé dovrebbero essere messe a disposizione per il più che urgente e necessario aumento dei sussidi destinati ai premi di cassa malati».

Considerato che quindi il Governo presenterà ora una proposta di rigetto dell’iniziativa, il comitato «auspica che il Gran Consiglio formuli un controprogetto accettabile». Gli iniziativisti citano l’esempio del governo vodese che intendeva finanziare in parte le cure dentarie con una tassa sulle bibite zuccherate. In caso contrario, il comitato dell’iniziativa «è pronto ad affrontare il dibattito pubblico e la relativa votazione».

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