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Il sedime occupato dall'ex Petrolchimica a Preonzo.
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BELLINZONA
01.10.2019 - 11:170

Ex Petrolchimica: «I cittadini hanno già pagato un caro prezzo»

Per l'MPS a pagare il risanamento dell'area deve essere il proprietario dell'azienda fallita, ossia Tamoil. E scatta l'interpellanza

BELLINZONA - Il Movimento per il socialismo (MPS) interpella il Consiglio di Stato in merito alla bonifica dei territori di Preonzo occupati dall’ex Petrolchimica SA, fallita nel 1996, per il quale è prevista una spesa che oscilla tra i 20 e i 25 milioni di franchi

Secondo le attuali ipotesi - viene ricordato nell’atto parlamentare - il costo sarà sostenuto per il 20% da Tamoil, proprietaria dell’azienda, con il rimanente 80% a carico invece della Confederazione, del Cantone e della città di Bellinzona. Uno scenario che l’MPS non condivide: «Riteniamo che il territorio abbia già pagato a caro prezzo la presenza della Petrolchimica a Preonzo e che la popolazione non debba anche accollarsi il costo del risanamento ambientale che spetta invece ai primi responsabili di questo scempio».

Palla quindi al Governo, a cui i deputati Lepori, Arigoni e Pronzini chiedono di prendere posizione, dichiarando se intende pagare il risanamento dell’area o se ritiene che a sostenere i costi dovrebbe essere la Tamoil SA, proprietaria della Petrolchimica al momento del suo fallimento.

Le domande dell'interpellanza

  1. Come si pone rispetto alla possibilità di dover ora pagare il risanamento dell’area interessata dopo che la popolazione ha di fatto già pagato un prezzo molto alto in termini ambientali e sociali? Ha intenzione di pagare?
  2. Non ritiene che a pagare i costi dovrebbe essere la Tamoil SA, proprietaria della Petrolchimica al momento del suo fallimento? 
Commenti
 
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Tato50 1 anno fa su tio
Le battaglie fatte dai vari Sindaci di Gnosca che si sono succeduti, anche solamente per l'odore nauseante che arrivava assieme ad altre particelle, non hanno dato esito. Adesso paghi chi oltre che mandare porcherie in aria ne infilava anche nel sottosuolo.
Nmemo 1 anno fa su tio
La legge obbliga l'Autorità competente ad intervenire tempestivamente, sia sotto il profilo penale, sia amministrativo. Chi ha dormito "sonni-letargo decennali" ?
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Nmemo Per questo trovo che far pagare tutto ai privati sia un'idea ridicola. Prima di tutto perché il carburante lì raffinato (penso facessero quello) l'hanno acquistato tutti, quindi i vittimismi del sig. Pronzini sono fuori contesto. In secondo luogo le multe vanno date nel momento giusto, non penso che se si multassero tutti i polé abusivi degli anni '80 con le leggi di oggi qualcuno pagherebbe. Chi dorme non piglia pesci, e quindi patisce la fame. Propongo una bella colletta di tutte i responsabili delle autorità competenti passate e presenti per sistemare il casotto.
Tato50 1 anno fa su tio
@Mattiatr Era olio per auto e altri macchinari, ma non lo vendevano certo a confezioni da due litri ma bidoni per la Tamoil.
Nmemo 1 anno fa su tio
@Mattiatr Premesso che il sito sia stato riconosciuto e inserito nel catasto quale "contaminato" le responsabilità a tutti gli effetti per le leggi applicabili sono ben configurate. Anche le responsabilità dei rappresentanti della politica che hanno diretto il dipartimento competente sono noti, oltre gli alti ex funzionari dirigenti. E' mai possibile che si godano la pensione senza alcun addebito per avere, eventualmente, omesso qualche segnalazione?
Mattiatr 1 anno fa su tio
Nell'articolo non è specificato il proprietario del terreno. Difatti secondo me non andrebbero accollati totalmente a chi l'ha inquinata (che tecnicamente non sono stati gli operai di Tamoli). Mi pare che quando acquisti un'auto, una casa o altro le condizioni vanno stabilite prima, non puoi arrivare dopo mesi-anni a pretendere che il telaio arruginito venga sistemato dall'ex padrone. Quindi se il terreno non asseconda i parametri normativi si procede con il risanamento dello stesso con eventuali sussidi pubblici (non è che se è una ditta merita in automatico di pagare di più) oppure si multa.
Nmemo 1 anno fa su tio
Risanamento sito Petrolchimica. Come spesso accade non la raccontano tutta, sperando che la memoria sia morta. Si omette di disquisire sul primo impianto, già un’allegoria a se stante! Poi negli anni a seguire, il Cantone si è avvalso dell’impianto per bonificare liquidi e terre inquinate di tutto il cantone, consentendo che si praticassero tariffe “salate”. Gli archivi del DT saranno colmi di rapporti e di vertenze, concernenti fatti ripresi anche dai media. Ora, dopo decenni “di sonno”, il DT tenuto a prevenire e tutelare il sito saputamente inquinato, Confederazione, Cantone e Città di Bellinzona si sobbarcheranno i costi del risanamento per il danno. Che ora si trovi allo stato contaminato e fonte di pericolo per la falda che interessa la zona di approvvigionamento idrico d’interesse cantonale per il bellinzonese non dovrebbe essere una novità per il DT.
Nmemo 1 anno fa su tio
Difficili le decisioni per il Municipio di Bellinzona che giustamente si pone il problema a sapere se dal ‘perturbatore per comportamento’ che ha inquinato, uscito di scena da un bel po’ di tempo, si possa riuscire a recuperare ‘qualcosa’, senza “lesinare sforzi nel mettere i responsabili davanti alle loro colpe». Un recente precedente è li, imbarazzante: il Municipio come si pone nei confronti del vicesindaco Andrea Bersani, che operando di persona, da ex sindaco di Giubiasco, in una palese situazione di conflitto d’interesse, non ha ritenuto di procedere al ricupero del costo per i danni stimati in 7-800 mila franchi, per la frana della discarica abusiva di Scarpapè, per la quale tra i responsabili, stava anche l’impresa di suo padre? Procederà, anche penalmente per abuso di autorità, oltre che civilmente, ai ricupero dei costi del danno ancora a carico del contribuente della Città?
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