Tipress (archivio)
CANTONE
02.09.2019 - 18:320
Aggiornamento : 03.09.2019 - 08:59

Non si scappa: il Governo vuole che i bimbi mangino all'asilo

È un messaggio chiaro quello trasmesso al Parlamento: si chiede di bocciare la proposta lanciata mesi fa da alcuni genitori. E ora cosa succederà?

BELLINZONA – I bimbi ticinesi devono mangiare alla mensa della scuola dell'infanzia. Senza possibilità di scelta per la famiglia. È un messaggio chiaro, quello inviato dal Governo al Gran consiglio. Un testo, firmato dal presidente Christian Vitta e dal cancelliere Arnoldo Coduri, in cui si chiede apertamente al Parlamento di rifiutare la proposta lanciata qualche mese fa da diversi genitori e portata avanti da Sergio Morisoli (La Destra).

Le motivazioni – Per il Consiglio di Stato la mensa è considerata come un luogo di prima educazione igienico-alimentare e stimola l'indipendenza del bambino. Il messaggio evidenzia, tra gli altri aspetti, come l'abbandono dell'obbligo di refezione alla scuola dell'infanzia e la sua riduzione da momento d'insegnamento a semplice servizio vanificherebbe gli ingenti investimenti fatti dai Comuni negli ultimi decenni. Secondo il Governo, tale manovra avrebbe ripercussioni negative anche sugli stipendi dei docenti. 

Il paradosso – A tal proposito va ricordato che proprio una parte dei docenti di scuola dell'infanzia si era dichiarata favorevole all'introduzione della mensa come momento facoltativo. Proprio perché già allo stato attuale delle cose gli insegnanti non sarebbero sufficientemente remunerati per un tale contributo di natura educativa.

Si va, forse, verso il voto – La mossa del Governo rappresenta una bella mazzata per chi ha lanciato il progetto. Ma, dalle prime reazioni, si intuisce come i sostenitori della libera scelta non siano intenzionati assolutamente a mollare. Ancora non si sa come si muoveranno. Non si esclude che si possa arrivare a una raccolta di firme, e dunque a un'iniziativa popolare. «Ci stiamo mobilitando – spiega un portavoce del gruppo d'opposizione ticinese – , con la collaborazione di altri gruppi basati oltre Gottardo. Al momento è presto per dirlo. Ma forse si andrà alle urne». 

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