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CANTONE
12.08.2019 - 09:450

«LORD troppo rigida». Il PS ne chiede la modifica

Oggetto dell'iniziativa parlamentare socialista i congedi per malattie gravi

BELLINZONA - Una modifica del’articolo 46 della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD), relativo ai congedi per malattie gravi. A chiederla, mediante un'iniziativa parlamentare, è Raoul Ghisletta e cofirmatari per il Gruppo PS.

La LORD riconosce 10 giorni pagati all’anno ai dipendenti che si devono occupare di parenti stretti sofferenti di una malattia grave.

L’Amministrazione cantonale nella direttiva SRU (Sezione risorse umane) del marzo 2017 restringe il concetto di “malattia grave” ai seguenti casi: “patologia che mette il paziente in un pericolo imminente di vita”, “un ricovero in un reparto di cure intensive”, “un’operazione ad alto rischio”. «Esplicitamente esclude - riferisce il PS - “ogni malattia a decorso cronico, sia esso di origine tumorale o altro, ad eccezione di un acuto e grave peggioramento dello stato clinico tale da mettere il paziente in pericolo di vita”».

Il PS fa quindi riferimento a un caso recente: «A inizio gennaio 2019 l’Amministrazione cantonale ha negato il riconoscimento del congedo ad una dipendente, la cui madre è affetta da un tumore e che deve essere portata allo IOSI 3 volte al mese per visite e chemioterapia, senza le quali morirebbe perché il tumore progredirebbe rapidamente. La motivazione data è che la decisione si fonda su una precisa norma di legge».

«Ora - si legge nel testo dell'atto parlamentare - l’articolo 46 della legge non pare così preciso: semmai è l’Amministrazione cantonale che lo interpreta in modo estremamente restrittivo. Da nessuna parte nella legge sta infatti scritto che “avere una malattia grave” significa “essere in pericolo imminente di vita”».

Il PS fa quindi riferimento alla legislazione italiana sui congedi nel pubblico impiego secondo la quale “i contratti di lavoro del pubblico impiego prevedono che, in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre assimilabili, come per esempio l’emodialisi, la chemioterapia, il trattamento per soggetti affetti da HIV-AIDS, sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, oltre che i giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital, anche i giorni di assenza dovuti alle suddette terapie debitamente certificati”.

«Tuttavia - fa notare ancora il PS - nella sua risposta del 10 luglio 2019 all’interrogazione 51.19 il Consiglio di Stato, invocando la “raio legis” del disposto in questione, ha riconfermato di non essere disponibile a considerare come malattia grave la malattia che necessita di terapia salvavita, come per esempio l’emodialisi, la chemioterapia e il trattamento per soggetti affetti da HIV-AIDS».

Per i socialisti si rende quindi necessario coinvolgere il legislativo, affinché proceda ad una modifica della norma, in modo da renderla meno rigida.

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