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27.06.2019 - 06:050

«Il problema? Progettano male!». Stan, Ata e Cittadini ribattono a Zali

La reazione dopo il duro attacco del consigliere di Stato alle tre associazioni che avevano criticato aspetti del progetto Tram-treno. In coro: «La legittimità a ricorrere ce la dà la legge».

BELLINZONA - «Saccenti capricci». E di più: «Vogliono imporre le loro volontà senza essere state democraticamente elette». Non ha usato rotatorie il direttore del Territorio Claudio Zali nell’attaccare le associazioni che hanno espresso critiche al progetto tram-treno. I virgolettati, riportati dalle cronache del dibattito parlamentare svoltosi martedì, attaccano direttamente la legittimità della Società ticinese per l’Arte e la Natura (Stan), dell'Associazione traffico e ambiente (Ata) e dei Cittadini per il territorio (Ct) del Luganese ad intervenire nel dibattito pubblico… e realizzativo. I presunti “usurpatori” non l’hanno presa bene e anzi reagiscono.

Legittimati per legge - «La legittimità ce la dà la legge - ribatte Benedetto Antonini, vicepresidente della Stan -. Siamo più che legittimati, sul piano cantonale dalla legge edilizia stessa che elenca le associazioni di carattere cantonale legittimate a ricorrere. Inoltre per temi di protezione della natura e del paesaggio è la Legge federale stessa a darci legittimazione diretta». Ce n’è anche per la critica alla scarsa democraticità di queste associazioni: «In realtà siamo stati “eletti” da chi democraticamente eletto ci ha riconosciuto questa facoltà. Anche il Consiglio federale, allora, non è democraticamente eletto. Piuttosto...». Piuttosto cosa? «...piuttosto sappiamo bene che Zali è irritato dai nostri ricorsi, ma se pensiamo al caso “passerella di Ascona” ci ha meravigliato che lui, ex giudice, non conosca la legge» punzecchia Antonini.

La Stan punta il dito - «Il problema è che progettano anche male e lo si è visto con i semafori sul Piano di Magadino. Allora è stato addirittura il popolo ad opporsi ai democraticamente eletti». Per scollarsi l’etichetta di essere “radical chic” (“i saccenti capricci”) la Stan puntualizza: «Abbiamo oltre mille aderenti e sono in molti a ringraziarci quando fermiamo certi eccessi. Anche la Stan si appoggia sul popolo. Basti ricordare le quasi quindicimila firme raccolte nel 2014 dalla nostra iniziativa popolare per migliorare la tutela del beni culturali… iniziativa che giace sul tavolo del Gran Consiglio». E per nulla intimidito Antonini rilancia: «Abbiamo appena depositato un ricorso contro il terzo binario della ferrovia a Bellinzona».

I Cittadini: «Interessi ideali e non finanziari» - «Sono affermazioni molto gravi. Noi non imponiamo niente a nessuno, ma facciamo delle proposte anche tecnicamente molto ben argomentate» è la replica di Carlo Lepori, presidente dei Ct del Luganese, a Zali. «Fa specie che il direttore del Dt si arrabbi con noi, dovendo affrontare i ricorsi dei privati spendendo milioni per rimediare agli errori fatti. Così si delegittima il popolo quando si esprime con altri mezzi. Noi non abbiamo interessi privati ma esprimiamo interessi ideali di salvaguardia dell’ambiente con soluzioni adatte».

 L'Ata: «Proposte costruttive» - «Abbiamo un diritto di ricorso, ideale, siamo associazioni ambientaliste. Limitare il diritto a chi è toccato nella proprietà è un’eresia da parte di un ex magistrato. Questo attacco è fuori di testa» reagisce Bruno Storni, vicepresidente nazionale dell’Ata. Una decina di anni fa, aggiunge, tale diritto era stato confermato dal popolo svizzero. L’associazione respinge l’accusa di essere una distruttrice di progetti: «Come Ata abbiamo fatto un sacco di proposte costruttive. A cominciare dal terzo binario a Bellinzona o la Mendrisio-Varese o la ciclopista sul Ceneri. Lo stesso tram si trova già in una nostra proposta nel 1993. Abbiamo migliorato più di un progetto». E sui ricorsi facili? «Non appartengono all’Ata. Per ricorrere dobbiamo chiedere al comitato centrale di Berna. Noi i ricorsi vogliamo vincerli e le cifre lo dimostrano».

Politicizzati? - Non è stata espressa da Zali, ma un’altra critica riguarda la politicizzazione di queste associazioni. Ad esempio, sia Storni che Lepori sono deputati socialisti. «Tutte queste associazioni - osserva Lepori - cercano semplicemente di essere presenti in Parlamento anche per potersi esprimere nei luoghi dove si prendono le decisioni. Avere una presenza politica è perciò importante e sui contenuti non ci sono mai grosse contraddizioni».

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