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04.06.2019 - 12:000
Aggiornamento : 13:59

Torna la "vespa" del castagno e scatta subito l'interrogazione

Andrea Stephani e Cristina Gardenghi chiedono al Consiglio di Stato chiarimenti sulla recrudescenza del fenomeno che sembrava sotto controllo

BELLINZONA - L’allarmante ritorno del cinipide del castagno in alcune zone del Ticino - confermata questa mattina in un articolo da noi pubblicato - ha fatto scattare un’interrogazione immediata al Consiglio di Stato firmata da Andrea Stephani e Cristina Gardenghi.

La presenza del parassita, che negli anni passati provocò ingenti danni alle selve castanili riducendo «praticamente a zero» la produzione di castagne, sembrava essere sotto controllo. E proprio sui motivi dell’apparente recrudescenza del fenomeno chiedono chiarimenti i due deputati verdi, invitando il Consiglio di Stato a fornire i dati relativi al monitoraggio della diffusione della “vespa del castagno” dal 2015 ad oggi e «l’evoluzione della sua presenza sul suolo cantonale».

In particolare viene chiesto anche quale sia stato il primo focolaio di infezione e se la Sezione forestale cantonale abbia ricevuto segnalazioni in merito a casi di “marciume delle castagne”.

Come agire ora? - Una volta chiarite le cause del ritorno, Stephani e Gardenghi spostano la lente sulle modalità che le autorità cantonali intendono considerare per fronteggiare il fenomeno, chiedendo se sia o meno prevista una «strategia di intervento concertata» e quali siano le «misure preventive messe in atto dal Cantone per evitare invasioni da parte di altri insetti nocivi».

Le domande dell'interrogazione

  • Quali sono i motivi per l’apparente recrudescenza dell’impatto del Cinipide galligeno del castagno, dopo alcuni anni che il fenomeno pareva ormai sotto controllo?
  • Quali sono gli esiti dello studio condotto in comune accordo con l’UFAM per valutare l’impatto e l’estensione del fenomeno dell’insediamento del Torymus nel nostro Cantone e quali le ripercussioni sulla biodiversità dei boschi ticinesi? (Sono stati rilevati eventuali effetti negativi del parassitoide Torymus sinensis su organismi autoctoni?)
  • Quali invece i dati raccolti dal monitoraggio del fenomeno della diffusione del Cinipide galligeno del castagno dal 2015 ad oggi e quale l’evoluzione della presenza di questo parassita sul suolo cantonale?
  • In che modo le autorità cantonali (Sezione forestale, Servizio fitosanitario, ecc.) hanno intenzione di fronteggiare la recrudescenza della diffusione del Cinipide galligeno del castagno? Esiste una strategia di intervento concertata (lanci pianificati, ecc.)? Se sì, quali misure sono previste?
  • Il Servizio fitosanitario cantonale prevede il lancio di una campagna informativa / preventiva contro l’eventuale propagarsi dell’infestazione dovuta alle larve del Cinipide galligeno del castagno?
  • Gli studi effettuati e l’osservazione regolare di questo fenomeno infestante hanno potuto chiarire come il Cinipide galligeno del castagno sia giunto sino a noi e quale sia stato il primo focolaio di infezione?
  • Sono stati segnalati alla Sezione forestale cantonale anche casi di “marciume delle castagne” (Gnomoniopsis pascoe)?
  • Quali sono le misure preventive messe in atto dal Cantone per evitare invasioni da parte di altri insetti nocivi?
Tipress (archivio)
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Commenti
 
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Geni86 11 mesi fa su tio
Caspita siete veramente tremendi leoni da tastiera di tio... Il problema è oggettivamente esteso e il primo passo per portare avanti un discorso a livello statale è sempre un'interrogazione in un paese democratico. Ragazzi qui il colore del partito non c'entra. Qui ne va di nostro patrimonio secolare, al quale tutti, independentemente dall'appartenenza politica siamo fortemente legati. Qui abbiamo due politici che hanno fatto un'interrogazione con la necessaria competenza e cognizione di causa. A loro da parte mia va solo un grande grazie.
vulpus 11 mesi fa su tio
@Geni86 Uheila, ma questi signori non si sono mossi perchè hanno constatato qualcosa, ma solamente perchè è stato pubblicata la notizia, in seguito alle rilevazione dei servizi cantonali, sempre molto attenti alla salubrità dei nostri boschi. E di conseguenza sono al corrente e si stanno muovendo. Se non è ricerca di visibilità mediatica questa... ( e si mi ha lo dii par prima)
vulpus 11 mesi fa su tio
Il consiglio di stato farà la sua passeggiata nei boschi con il flit in mano. Evitate di far perdere tempo perchè leggete un articolo qualsiasi su un giornale. Avete per caso verificato l'estensione del problema? Mi sembra che l'importante sia la gara a chi fa per primo l'interrogazione.
Zico 11 mesi fa su tio
Mi sorge un dubbio: nella loro campagna elettorale volevano risolvere molti problemi ambientali. Ora fanno interrogazioni. Nessuna idea?
gabola 11 mesi fa su tio
Considerando che gia in passato non si sia fatto molto e dobbiamo ringraziare i vicini italiani,chissa se ora si sveglieranno anche i nostri per salvaguardare i nostri boschi
Laura Bernasconi 11 mesi fa su fb
Questa la voglio proprio sentire......
Maddalena Moccetti 11 mesi fa su fb
Valeria V. Vonlaufen
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