Tipress (archivio)
Il deputato dell'MPS
CANTONE
17.03.2019 - 10:020

Pronzini e «l'inaccettabile provocazione» di Branda

Matteo Pronzini chiede al PS di una chiara presa di distanza dal comportamento di Mario Branda avuto durante l’assemblea dell’Associazione Giù le mani dall’Officina

BELLINZONA - Per Matteo Pronzini, ciò che è successo giovedì sera durante l’assemblea dell’Associazione Giù le mani dall’Officina «va ben oltre il dibattito politico e ha implicazioni d’ordine politico-morali». Per questo ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente del PS Igor Righini. Il deputato dell'MPS punta in particolare il dito contro «gli intenti evidentemente provocatori» usati dal sindaco di Bellinzona e «esponente di spicco del PS» Mario Branda.

Al momento della discussione sul tema principale della serata – la campagna di sostegno alla iniziativa “Giù le mani dall’Officina” – ecco «l'inaccettabile provocazione»: secondo Branda l’Associazione non potrebbe decidere di mettere a disposizione parte dei propri fondi a sostegno della campagna per l’iniziativa in votazione il prossimo 19 maggio. Secondo Branda si dovrebbe sottoporre la proposta all’assemblea dei lavoratori dell’Officina.

Pronzini parla di quindi di comportamento «irrispettoso, moralmente abominevole», perché Branda è un giurista e ha seguito tutti i lavori dell'Associazione di cui è membro. Sa bene che l’Associazione è nata nel 2010 con lo scopo di continuare la battaglia in difesa dell’Officina. Il suo obiettivo sarebbe quindi evidente: «Insinuare il dubbio che l’agire dell’Associazione Giù le mani sarebbe illegittimo, se non addirittura illegale», rileva Pronzini.

Pur non contestando a Branda il diritto ad avere e difendere le sue posizioni sul futuro dell’Officina, Pronzini giudica «inaccettabile, dal punto di vista della morale politica, un comportamento come quello da lui tenuto all’assemblea dell’altra sera». Per questo, con il suo scritto, chiede al presidente del PS «una chiara presa di distanza dal comportamento e dalle insinuazioni di Mario Branda e un chiaro riconoscimento alla legittimità dell’Associazione Giù le mani a condurre la sua campagna con i propri mezzi».

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