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CANTONE
07.12.2018 - 13:300

Salario minimo: «I padroni non hanno fretta»

I Verdi del Ticino criticano «il temporeggiare ingiustificato» del Parlamento nell’applicazione dei salari minimi

BELLINZONA - I Verdi del Ticino si dicono «decisamente contrariati» per «il temporeggiare ingiustificato» del Parlamento nell’applicazione della volontà popolare di introdurre salari minimi in Ticino.

«Gli imprenditori meno corretti - sottolineano i Verdi in una nota odierna - continuano a guadagnare sulla pelle dei lavoratori rendendo difficile l'accesso al lavoro alle persone residenti, con la complicità di quei partiti che li rappresentano».

«Sono passati quasi sei anni da quando I Verdi iniziarono a raccogliere le firme per istituire un salario minimo sociale nel nostro cantone - prosegue la nota -. Ne sono passati più di tre da quando la popolazione ha espresso il proprio favore all'iniziativa, che mira a proteggere le lavoratrici e i lavoratori più fragili da un mercato del lavoro allo sbando. Una situazione da tempo insostenibile con stipendi assolutamente non dignitosi, che di fatto favoriscono la sostituzione di manodopera locale con quella frontaliera».

Non manca la frecciatina al PLRT che «afferma di sostenere gli impresari onesti, ma continua a ritardare il rapporto commissionale sul salario minimo. Forse perché tra questi imprenditori onesti ve ne sono anche alcuni un po' meno propensi a pagare compensi dignitosi?».

Di fronte a questi segnali i Verdi del Ticino invitano quindi le forze politiche in parlamento a darsi da fare in tempi brevi, evitando ulteriori speculazioni sulle spalle di lavoratrici e lavoratori ticinesi.

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