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03.12.2018 - 11:230

Perché il Centro di pronto intervento si trasferisce?

Tuto Rossi e Orlando Del Don non capiscono la decisione del Municipio e chiedono spiegazioni

BELLINZONA - «Un cambiamento di strategia importantissimo, che avrebbe dovuto fare parte di un capitolo speciale, ben in evidenza». Commentano così i consiglieri comunali Tuto Rossi e Orlando Del Don la scelta del Municipio di Bellinzona di spostare il Centro di pronto intervento su un terreno di Giubiasco. Una decisione che sarebbe stata «nascosta nei meandri del Preventivo 2019» per «mettere il Consiglio comunale davanti al fatto compiuto».

Ma i due deputati vogliono vederci più chiaro e - tramite un’interpellanza urgente - chiedono quando questo spostamento - «mandando al macero gli estenuanti studi milionari e le ricerche spese per costruire il Magazzino Ecocentro Pompieri (MEP) presso il ponte della Torretta» - sia stato deciso e perché.

Rossi e Del Don, in particolare, rilevano che con quest’opzione il Municipio sorvoli su due questioni. La prima è che il terreno scelto dal Municipio per costruire il Centro non sarebbe disponibile in quanto di proprietà dell’Ustra, la seconda è lo «sfregio al paesaggio» che comporterebbe la costruzione di un «casermone» in una zona che verrà presto riqualificata (fiume Ticino).

Come mai un tema strategico come l’ubicazione del Centro di pronto intervento è stato introdotto di straforo nel Preventivo 2019 e non è stato considerato come un tema pianificatorio?

Tutte le domande, nel dettaglio:

  1. Questa impostazione, funzionale alla sola gestione delle opere pubbliche in chiave economica, è corretta?
  2. ll tema sarà ancora ripreso e criticato nel Masterplan?
  3. E’ giusto che il terreno preso in considerazione è quello a ridosso dello svincolo autostradale di Giubiasco, ad ovest del garage di un noto costruttore tedesco di auto di lusso? Perché il preventivo non è esplicito su questo punto?
  4. Il Municipio si rende conto che abbandonare il progetto MEP alla Torretta per pianificare l’irrealizzabile Centro di pronto intervento di Giubiasco significa condannare i servizi a restare per anni nelle loro stantie ubicazioni?
  5. Prima di iniziare a pianificare il Centro di pronto intervento di Giubiasco Come il Municipio non si è fatto rilasciare dall’USTRA una dichiarazione formale che il terreno è libero e non le interessa più?
  6. Il Cantone ha investito (e probabilmente sprecato) 11 milioni per ottenere un nuovo tracciato (la bretella A2/A13) che dovrebbe aggirare Cadenazzo e seguire il tracciato della tirata fino a Sant Antonino. Il Municipio sa che si tratta solo di un progetto di massima, senza un credito di finanziamento approvato, e che molto difficilmente verrà realizzato a causa dell’alto costo (da CHF 1,5 miliardi a CHF 1,8 miliardi)? 
  7. Il Municipio sa che l’USTRA non potrà liberare quel terreno prima che verrà approvato il credito miliardario per la bretella A2/A13 (quindi mai)?
  8. Corrisponde al vero che il Municipio vuole investire decine o centinaia di migliaia di franchi nella progettazione del Centro di pronto intervento, già prima che il passaggio obbligato dalla coordinazione con il progetto autostradale nazionale venga superato?
  9. Si rende conto il Municipio - pur rispettando il Cantone che ha proposto la bretella A2/A13 forse ecologica ma insostenibile finanziariamente - che questo passaggio obbligato non verrà affrontato nei prossimi decenni?
  10. Il Municipio sa che secondo i criteri urbanistici attuali l’autostrada è un elemento del sistema-paese, per nulla incompatibile con la valorizzazione naturalistica del terreno circostante?
  11. Quanto è stato speso per gli studi e le ricerche per la progettazione del MEP tanto voluto dal Municipale Paglia (spese vive esborsi e spese in natura, onorari SIA e quant’altro)?
  12. Chi sono i tecnici già coinvolti dal Municipio per gli “approfondimenti preliminari” del Centro di pronto intervento di Giubiasco, e quanto è già stato speso si prevede di spendere per questi studi?
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