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02.12.2018 - 16:100
Aggiornamento : 21:06

Marchesi: «Gobbi non deve convincere noi, semmai i suoi»

Il presidente dell'Udc commenta le parole di Norman Gobbi che si è dichiarato favorevole all’intesa con i democentristi e aggiunge: «Ora mi pare un po' tardi»

LUGANO - «Le ambizioni di Marco Chiesa», afferma oggi sul Caffè l’ex consigliere nazionale Udc Pierre Rusconi sarebbero state all’origine del mancato accordo elettorale tra i democentristi e la Lega. Una stilettata in famiglia (anche se non va dimenticato il trascorso di  Rusconi con la casacca di via Monte Boglia) che ha sorpreso il presidente dell’Udc Piero Marchesi. Soprattutto perché l’accusa lascia intendere che a non volere l’intesa siano stati loro, gli Udc…

«A Rusconi sono sfuggiti diversi capitoli in questa storia - dice Marchesi a Tio/20Minuti - ,  ma forse l’occasione è buona per fare un po’ di chiarezza. È noto da tempo, anche pubblicamente, che tra le due opzioni concordate con Norman Gobbi e Antonella Bignasca, c’era quella di una doppia candidatura Lega-Udc agli Stati. Il più votato poi avrebbe incassato il sostegno dell’area al secondo turno» dice Marchesi. Si parla del “do ut des”, degli equilibri tra dare e avere per far correre assieme Lega e Udc sia alle elezioni cantonali che alle federali 2019. «Il problema dunque non è Marco Chiesa, a cui tra l’altro lo stesso Rusconi attribuisce le qualità per rappresentare il Ticino agli Stati, anzi. L’Udc ha mantenuto la linea e ha confermato la sua disponibilità alle versioni concordate a tavolino, sia al 3-2-1-1 sia il 4-1-1 (ossia 3 candidati Lega e 2 Udc in corsa per il Consiglio di Stato più una coppia Udc-Lega per gli Stati, ma anche l’altro scenario 4 candidati Lega e 1 Udc per il Governo e 1 candidato Udc agli Stati, ndr). Nessuna retromarcia da parte nostra - continua Marchesi - se non siamo andati in quella direzione è piuttosto chiaro chi abbia negato il consenso. Mi fa piacere che Norman dica di essere pronto a ri-sottoscrivere l’accordo che avevamo discusso assieme, ma non deve convincere noi, semmai i suoi della Lega. Ora mi pare un po’ tardi, se veramente si voleva un accordo non si doveva tergiversare per mesi, non stiamo giocando».
Il presidente dell’Udc allude a un’intervista pubblicata oggi dal Mattino, nella quale Norman Gobbi, a proposito di un riavvicinamento “dell’ultimo minuto” dichiara: «Dipendesse da me, direi ovviamente di sì» afferma il consigliere di Stato. Già, da chi dipende? chiediamo ancora a Marchesi: «Bella domanda, io nell’Udc in una settimana ho avuto l’ok dai miei per sottoscrivere l’accordo, nella Lega mi pare tutto molto più complicato».
Di più il presidente Udc non dice. Ma quel “dipendesse da me” sfuggito a Gobbi rivela l’esistenza di un fronte di peso contrario all’accordo. E se su un piatto della bilancia da un lato ci sono Antonella Bignasca e Norman Gobbi, sull’altro a dire di no, spuntandola, ci devono essere altrettanti pezzi da 90. Tanto più che, in prima linea, a favore dell’intesa nonostante le scomposte smentite da parte del foglio leghista c’è anche nome grosso dell’Udc svizzera: Christoph Blocher. Come anticipato da Tio/20Minuti a inizio novembre.

 

Commenti
 
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vulpus 3 anni fa su tio
Ma politici poverelli: pensano solo alle cadreghe come qualcuno scrive, opportunisti che degli interessi dei cittadini se ne fregano bellamente . Basta vedere i teatrini recenti sui rimborsi ed esborsi, di prebende e prepensioni, sulle allegre delibere ecc ecc. È ora veramente di fare piazza pulita, ma purtroppo come al solito quando suoneranno le campane , correranno a qualsiasi condizione.
Nmemo 3 anni fa su tio
@Norman, inequivocabilmente sei un “figlio” del Nano nel suo personale “movimento”. Hai coraggiosamente mostrato capacità quando i tuoi coetanei preferivano nascondersi, hai ottenuto riconoscimenti e consensi tanto da essere eletto a rappresentare la Lega in Consiglio di Stato. Tanto di cappello. A prescindere da un “passaggio” che puntualmente ti è stato riversato malamente contro, ti sei parallelamente iscritto al partito UDC, per essere candidato ufficiale a Consigliere federale. Tanto di cappello. Ora, pretendi di essere un peso massimo per decidere, senza ombra di conflitto d’interessi, l’avvenire politico tra LdT e UDC?
siska 3 anni fa su tio
Spero allora che questa udc federale venga schiaffeggiata da più parti perché le politiche di destra sono solo un grande sfacelo della società meno abbiente ma non solo. Voterò sempre il contrario di tutto quanto questi partiti vorrebbero attuare per un loro potere nient'altro che quello. Questi partiti non dovrebbero più esistere in una società democratica sarebbero solo una rovina.
Nmemo 3 anni fa su tio
@streciadalbüter Per capire, suppongo tu sia ticinese, quanto apprezzi la politica federale UDC, dovresti qualificarti esprimendo esplicitamente se conosci lo ”Switzerdütsch”, e se ti dai la pena di seguire costantemente i dibattiti pubblici in TV. A quel momento, ritenuto che non ti aggrappi alle interpretazioni di qualche politicante ticinese e avrai personalmente assimilato quali gli interessi preminenti siano quelli che intende favorire la politica interna UDC, è assicurato il mio totale rispetto delle opinioni altrui.
streciadalbüter 3 anni fa su tio
La politica UDC federale sara`indigesta a molti ticinesi(ma é meglio controllare),ma é molto digeribile e apprezzata da tanti svizzeri.
Nmemo 3 anni fa su tio
Le schede per la Lega alle elezioni 2015 (GC) sono state 27’500. Ora la piattaforma politica della Lega è quantificabile in 5, 10 o 20 persone? Ammesso siano 20, interpretano 1000 suffragi a testa? Qualcuno 5000? Il Nano, fondatore e presidente a vita, poteva disporre della sua creatura e dei sui creati, non ci piove. Ma eredi politici non sono stati designati, fatto salvo gli editori del MdD che detengono un bel capitale. Norman, c’è chi fatica a seguire anche poiché i calcoli per spartire “cadreghe” interessano poco all’elettore libero di decidere per chi votare. Meglio, a molti ticinese la politica UDC federale è indigesta assai.
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