TiPress
ULTIME NOTIZIE Ticino
MENDRISIO
5 min
«Salverei il mio rosso che è stato servito anche alla Casa Bianca»
Novantadue anni lui, 190 l'azienda. Cesare Valsangiacomo racconta perché l'attuale non è la stagione più difficile
LUGANO
35 min
Festa non autorizzata nel parco di Villa Saroli
La scorsa notte la polizia è intervenuta per disperdere oltre un centinaio di giovani e ripristinare la quiete pubblica
CONFINE
46 min
Menaggio, ritrovata viva in una conduttura di cemento una donna dispersa
Si era allontanata da casa, ma poi non era più rientrata
CANTONE
2 ore
Caso Eitan: «Nessun controllo dalla Polizia cantonale»
La precisazione dopo la fuga passata dallo scalo di Agno: «Non siamo stati noi a intervenire»
CANTONE / BERNA
3 ore
«Noi donne non rendiamo meno degli uomini. Nè sul lavoro, nè a casa»
Sindacati e organizzazioni femministe a Berna contro la riforma dell'AVS.
CANTONE
4 ore
Clean-up-day a Faido con la madrina Christa Rigozzi
Non sono mancate le polemiche: il movimento eXtinction Rebellion Ticino ha manifestato contro l'organizzatore McDonald's
MANNO
6 ore
Inaugurata la nuova ala del Centro Diurno Terapeutico
Maggior sostegno sarà dato anche ai famigliari degli ospiti, grazie ad una maggiore flessibilità oraria
FOTO
CANTONE
6 ore
Consegnati i diplomi del Centro Studi Villa Negroni
Nel 2020 l’attività del CSVN ha incluso 21 certificazioni, 135 corsi e 63 convegni.
LUGANO
9 ore
Il nonno di Eitan fermato dalla polizia ticinese per un controllo
Poche le informazioni invece sul misterioso guidatore che ha accompagnato i due all'aeroporto.
CANTONE / BERNA
20.11.2018 - 09:300
Aggiornamento : 12:01

Accordo sui frontalieri sfumato, Chiesa: «Il Cantone rimarrà con un pugno di mosche?»

Il consigliere nazionale ha interrogato il Consiglio federale: «Intende prendere delle iniziative nei confronti dell’Italia o si accontenta di subire le conseguenze delle scelte di Roma?»

«L’accordo sui frontalieri è ormai sepolto? Il Ticino rimarrà con un pugno di mosche in mano?» Sono solo alcune delle domande contenute nell’interrogazione urgente inoltrata dal consigliere nazionale Marco Chiesa.

Secondo quanto riportato in data odierna dal quotidiano La Regione, la sottoscrizione dell’accordo sui frontalieri, parafato dalla Svizzera e dall’Italia nel 2015, è definitivamente congelata per decisione del parlamento italiano. Dando seguito a una mozione di due deputati pentastellati tutto il processo si sarebbe “sciolto come neve al sole” alla camera dei deputati. «In buona sostanza, dopo anni di negoziazione tra le parti, fiumi di parole, accuse e controaccuse, avanzate e retromarce, tutto rimarrebbe come è allo stato attuale» riassume Chiesa. I frontalieri continueranno a pagare le imposte alla fonte in Svizzera e i Cantoni svizzeri continueranno a riversare i ristorni in Italia. «Nelle casse ticinesi mancheranno almeno una dozzina di milioni supplementari e la tassa d’imposta dall’attuale 61,2 per cento non salirà dunque al 70 per cento» si legge nel testo dell’interrogazione.

«Siamo forse giunti alla fine di una telenovela gattopardesca dove tutto cambia affinché nulla cambi. E la Svizzera, zelante prima della classe, perde nuovamente la faccia o quanto meno i suoi negoziatori e la nostra classe politica non escono certo con risultati brillanti».

In particolare Chiesa chiede al Consiglio federale quale sia lo stato di sottoscrizione dell’accordo sui frontalieri, e se corrisponda al vero che «l’accordo sui frontalieri è oramai sepolto e non vi è un barlume di speranza che possa entrare in vigore nei prossimi anni». Il consigliere nazionale indaga anche in merito alla Roadmap stabilita con l’Italia, alla compensazione per il Canton Ticino e all’accesso al mercato finanziario.

Ecco le domande:

  • Qual è la valutazione complessiva del Consiglio federale in merito alla Roadmap stabilita con l’Italia? Vi sono forse ingenuità da attribuire alla nostra delegazione?
  •  Quali vantaggi ha ottenuto il nostro Paese dall’Italia e quali contropartite ha effettivamente concesso la Svizzera nell’ambito della Roadmap?
  • Il Consiglio federale intende prendere delle iniziative nei confronti dell’Italia o si accontenta di subire le conseguenze delle scelte di Roma?
  • A suo tempo il Consiglio federale aveva rifiutato di immaginare una compensazione per il Canton Ticino in caso di una mancata sottoscrizione dell’accordo. Il mio Cantone rimarrà dunque con un pugno di mosche in mano?
  • Nella Roadmap si configurava anche l’accesso al mercato finanziario italiano. A che punto siamo su questo fronte? Gli operatori ticinesi possono sperare che a breve tale accesso sia sbloccato? Sono previste pressioni da parte Svizzera nei prossimi tempi affinché l’accesso sia garantito?

Il Consiglio federale è chiamato a rispondere durante la prossima sessione invernale, che prenderà avvio il 26 novembre. 

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-09-18 19:58:55 | 91.208.130.86