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LUGANO
17.07.2018 - 08:300

Prestazioni sociali «prima ai luganesi»

Una mozione di Boris Bignasca chiede di modificare le condizioni attuali, limitando i beneficiari alle persone domiciliate nel Comune da almeno 5 anni

LUGANO - Limitare il ventaglio dei beneficiari delle prestazioni sociali alle persone domiciliate nel Comune da almeno cinque anni, eliminando di conseguenza i titolari di un permesso B dal novero. A chiederlo è Boris Bignasca in una mozione presentata al Consiglio comunale di Lugano.

La città sul Ceresio attualmente prevede la possibilità di erogare prestazioni comunali a tutte le persone titolari di permesso di domicilio o di dimora nel Comune da almeno tre anni. Un criterio «eccessivamente generoso», secondo il capogruppo leghista che mira a «ripristinare una situazione equa del nostro Comune nel confronto con gli altri enti locali del Cantone» nonché a «ridurre un ingiustificato onere finanziario».

«Bisogna evitare che il nostro Comune si trasformi nell’eldorado per le persone che emigrano nello stato sociale» scrive Bignasca, proponendo una modifica del Regolamento comunale sulle prestazioni comunali in ambito sociale.

La proposta

  1. La mozione è accolta

  2. Il Regolamento comunale sulle prestazioni comunali in ambito sociale del 12 febbraio 2007 è così modificato:

    Art. 4 – Beneficiari

    Le prestazioni comunali possono essere erogate se sono cumulativamente rispettate le condizioni seguenti:

    a. Mancato conseguimento del reddito disponibile residuale stabilito dall’art. 6bis;

    b. Domicilio nel Comune da almeno 5 anni.

  3. Il Municipio è incaricato del seguito della procedura.

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